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CAMPANIA, IN CONSIGLIO REGIONALE SI DISCUTE DEL PIANO DI RIENTRO DAL DEFICIT SANITARIO


CAMPANIA, IN CONSIGLIO REGIONALE SI DISCUTE DEL PIANO DI RIENTRO DAL DEFICIT SANITARIO
27/11/2008, 14:11

La sanità, altro tallone di Achille della politica campana degli ultimi tempi, è l'argomento all'ordine del giorno del Consiglio regionale, dove proprio in queste ore si sta svolgendo una seduta per meglio illustrare alcuni dettagli del piano di rientro dal deficit elaborato dalla Giunta. "Andare avanti per fare ogni sforzo giusto e necessario per evitare il commissariamento nell'interesse della Campania e di tutti i cittadini": è quanto ha affermato stamani, in apertura dei lavori, il governatore Antonio Bassolino, illustrando all'Assemblea legislativa, come richiesto ieri in una lettera inviatagli dall'opposizione e dal Presidente del Consiglio Sandra Lonardo, i termini delle delibere adottate dalla Giunta in materia farmaceutica, con particolare riferimento ai farmaci inibitori di pompa antiulcera e di controllo del colesterolo e trigliceriudi, "interventi - ha sottolineato il presidente Bassolino - che consentono un buon risparmio in rapporto al deficit sanitario 2008". Bassolino ha successivamente illustrato i "provvedimenti strutturali importanti che sono all'esame del Consilio, che determinano la riduzione del numero delle Asl, la razionalizzazione dei distretti, la riorganizzazione delle rete dell'emergenza, la riduzione dei posti letto, la riqualificazione delle aziende ospedaliere, la riorganizzazione della rete ospedaliera in ospedali di primo, secondo, terzo livello". "Tutte misure importanti - ha sottolineato il presidente della  Giunta regionale - sulle quali c'è stato un ampio confronto tra Giunta e Consiglio e in Commissione tra maggioranza e opposizione". "In questi anni abbiamo portato avanti scelte impegnative: eravamo ad otto miliardi di euro di disavanzo nel 2000, ci siamo mossi in modo impegnativo malgrado per anni le differenze tra sud e nord, tra le regioni giovani e anziane dell'Italia, hanno pesantemente penalizzato il Mezzogiorno e favorito alcune regioni del nord; malgrado ciò - ha puntualizzazto - lo sforzo fatto da Consiglio e Giunta ha portato a una seria riduzione del debito della sanità, la cui curva è fortemente discendente dal 2000 ad oggi". "Per proseguire questo percorso, sulla base dell'Accordo tra la Regione Campania e il Governo, dobbiamo avanti con misure strutturali e intervenendo sul deficit del 2008 sul quale le stime presuntive del tavolo tecnico di Roma sono di un deficit che dovrebbe essere di 308 milioni di euro, mentre le stime del nostro assessorato indicano un debito inferiore." Il governatore ha inoltre annunciato che "a dicembre a Roma si riunirà nuovamente il tavolo tecnico per valutare a che punto é il cammino di risanamento dei conti della sanità e torneremo in un giusto rapporto istituzionale per verificare se occorre prendere altre decisioni". "E' infatti importante - spiega - muoversi in un clima giusto qui tra di noi e tra noi e Roma, nella linea della leale collaborazione e del confronto, la stessa linea sulla quale si muoviamo come regioni meridionali nei confronti del Governo, in modo unitario, sulla problematica dei fondi Fas, che sono determinanti per lo sviluppo delle regioni del Sud affinché non si vada su strade che non siano concordate e affinché non si perda il controllo su determinanti settori di intervento e di sviluppo per le regioni meridionali". "Gli sprechi e le ruberie di una classe politica incapace non possono essere pagati dai pazienti e dagli operatori della sanità", chiosa Giovanni Papa, portavoce de La Destra per la città di Napoli. "Il piano ospedaliero approvato due anni fa - aggiunge - non è stato mai attuato è questo per la manifesta incapacità amministativa del centro-sinistra e per la poco incisiva sorveglianza e denunzia della opposizione di centro-destra. Si è andato avanti sprecando il danaro pubblico,senza garantire la qualità dell'assistenza sanitaria,continuando a gestire il tutto per tornaconto politico e non puntando all'efficienza. Oggi gli stessi autori di questo disastro si candidano a risolverlo e non trovano di meglio per rientrare degli oltre 310 milioni di sforamento della spesa di toglier assistenza ai malati agli anziani ai cronici,nonché di mettere a rischio migliaia di posti di lavoro in tutta la Regione". "La Destra - prosegue Papa - rinnova la richieste dell'immediato commissariamento dell'assessorato alla Sanità, con la nomina di un Commissario di chiara fama che abbia carta bianca e non sia emanazione diretta della politica autrice di questo scempio. La Destra - conclude - esprime solidarietà a docenti, ricercatori, dirigenti medici e a tutto il personale del Primo Policlinico di Napoli in sciopero oggi per protestare contro lo sfascio della struttura ". "La "nenia funebre" del commissariamento della sanità non è stata intonata dalla opposizione ma da alcuni esponenti della Giunta regionale, così come dalla mancanza di risposte efficaci alle richieste del Governo, deduco che sia la maggioranza a volere il commissariamento e non l'opposizione" - commenta il consigliere regionale di Forza Italia, segretario dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, Pasquale Marrazzo, intervenendo alla riapertura della seduta dopo una breve interruzione. "L'opposizione lavora per creare le condizioni affinché i cittadini della Campania possano aver la possibilità di curarsi nel migliore dei modi - prosegue - ma questo obiettivo non viene perseguito anche dalla maggioranza in quanto, mettendo insieme norme ordinarie e straordinarie, i contenuti di questo disegno di legge, e del maxiemendamento modificativo, perseguono ancora una volta le logiche clientelari del centrosinistra e non determinano un cambiamento strutturale del sistema. Il tutto trae origine dal piano ospedaliero approvato dal consiglio nel 2006 che prevedeva interventi di monitoraggio da parte della Giunta regionale e di valutazione sulla applicazione del piano, interventi che sono rimasti inadempiuti; inoltre, la Giunta ha proposto un disegno di legge che lascia invariato il modello sanitario in Campania che determina l'accumulasi di debiti non consentendo di raggiungere obiettivi strutturali e definitivi e rendendo necessario un cambiamento sostanziale. Inoltre, il piano di rientro prevede che esso debba esplicare i suoi effetti entro aprile 2009, ma questo non viene garantito dalla proposta della Giunta. Da tutto ciò - ha concluso Marrazzo - deduco che non è l'opposizione a valore il commissariamento, ma è la stessa maggioranza: su questo va fatto chiarezza. L'opposizione è sempre stata chiara e coerente nella sua azione e propone di estrapolare le norme ordinarie relative alla rete ospedaliera dal provvedimento". Nel corso del suo intervento il presidente della Commissione regionale Controllo attività della Regione Giuseppe Sagliocco ha evidenziato che "il centrosinistra ha commesso molti errori nella gestione della sanità, alimentando un modello sprecone e clientelare che ci ha portato a un debito gravissimo e difficilmente recuperabile e che probabilmente porterà la nostra regione all'ennesimo commissariamento. A fronte di ciò - ha proseguito l'esponente forzista - non è stato messo in campo alcun intervento strutturale che modifichi nella sostanza il sistema ospedaliero campano". "La maggioranza dovrebbe rivoluzionare il sistema a cominciare dai direttori generali delle asl e della aziende ospedaliere, che dovrebbero essere indicati sulla base dei meriti e non delle appartenenze politiche - ha concluso Sagliocco - invitando la Giunta ad ancorare la rete ospedaliera alle specificità territoriali e al reale fabbisogno".

 

 

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di Francesca Pellino
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