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Campania, Marino: "Preoccupazioni Caldoro fondate"

Subito unità di crisi regionale

Campania, Marino: 'Preoccupazioni Caldoro fondate'
24/07/2013, 16:30

NAPOLI - “Le preoccupazioni del presidente Caldoro sul livello di rottura sociale e sulla possibilità di disordini nel Paese non fanno una piega: se rivolta sarà, l’epicentro non potrà che trovarsi nella nostra regione che, malgrado il lavoro straordinario del suo governo, reso purtroppo insufficiente da evidenti ragioni strutturali e dall’escalation della crisi economica, si ritrova con indicatori sulla povertà e sulla disoccupazione hanno superato la soglia d’allarme. La Regione, tuttavia, può e deve intervenire per scongiurare il rischio di vere e proprie rivolte”.

Lo afferma Angelo Marino, portavoce del Gruppo Caldoro Presidente del Consiglio regionale della Campania e consigliere di Città Nuove, per il quale “il Consiglio Regionale, certamente cosciente delle difficoltà dovute a inchieste da affrontare con rispetto e spirito di collaborazione verso chi deve accertare la correttezza dei comportamenti dei consiglieri ma anche con la serenità di chi è consapevole di aver operato nel rispetto delle norme, deve farsi promotore di una task force che affianchi il governatore nell’individuare i percorsi attraverso i quali Comuni Consiglio Giunta, Parlamento e Governo possano interagire per scongiurare disastri”.

“Penso ad una sorta di Unità di Crisi regionale da convocare immediatamente utilizzando strutture e organismi del Consiglio e della Giunta e tenere, in tempi stretti, un primo incontro per definire un piano d’azione insieme coi vertici di tutte le istituzioni campane, Prefettura, Forze dell’Ordine, parti sociali e referenti parlamentari di ogni gruppo politico”.

“In tale ottica - aggiunge Marino – chiederò preliminarmente la convocazione di un Tavolo dei presidenti delle Commissioni permanenti per definire un piano di proposte legislative così da avviare in maniera efficace i lavori della task force che mi auguro possano tenersi con tutti i soggetti istituzionali individuati e a prescindere dalla pausa estiva già ai primi di agosto”. “Perché – conclude Marino – l’emergenza in conrso non può consentirci pause estive”.

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di Redazione
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