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Per la prima volta più Regioni collaborano al piano

Campania: presentato il piano di gestione delle acque


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Campania: presentato il piano di gestione delle acque
11/03/2010, 16:03

NAPOLI - "L'acqua è un bene pubblico e tale deve rimanere": così si è espresso l'assessore all'Ambiente della Regione Campania Walter Ganapini durante la presentazione del Piano di gestione delle acque del Distretto idrografico dell'Appennino meridionale. "I primi a rifiutarsi di privatizzare - ha aggiunto - sono proprio i privati perché la gestione dell'acqua è poco remunerativa". Uno scarso appeal, quello esercitato sui privati dal settore idrico, legato secondo l'esponente della Giunta regionale campana "allo stato di manutenzione della rete idrica che necessita di un lungo periodo di investimenti". Privatizzazione che in Campania dovrebbe secondo Ganapini essere preceduta dalla risoluzione di "situazioni alle quali occorre mettere subito mano a causa di assenza normativa". Tre le questioni campane relative alla risorsa acqua a cui si è riferito l'assessore: la situazione degli Ato, quella degli acquedotti e infine quella relativa al pagamento del servizio erogato. Per quanto riguarda gli Ato, Ganapini ha ricordato come dei cinque Ato campani "sebbene la normativa preveda l'assegnazione della gestione per gara pubblica, solo due sono stati assegnati e si deve vedere se con gara e altri tre non lo sono ancora"; gli acquedotti "unico esempio in Europa in cui un pezzo è gestito dalla Regione e un altro è dato in concessione"; e il pagamento dei servizi in cui, ha detto Ganapini, "si riscontra un'evasione pari al 70 per cento". Un settore in cui in Italia "la mano pubblica deve mantenere una presenza" e che necessita di grandi investimenti, pari secondo Ganapini a 7 miliardi di euro, "la cifra stimata per il ponte sullo stretto". Discorso della privatizzazione e revisione delle tariffe che secondo Vera Corbelli, segretario generale dell'Autorità di bacino nazionale dei fiumi Liri-Garigliano Volturno "devono essere incasellati nello scenario più ampio del governo dell'acqua, non dimenticando che l'acqua è acqua pubblica e che il privato può intervenire solo in fase di distribuzione ma solo nella piccola rete".

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di Nando Cirella
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