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Campania: Romano, puntiamo a leggi di qualità


Campania: Romano, puntiamo a leggi di qualità
14/12/2010, 17:12


NAPOLI - Un modo per avvicinare le istituzioni ai cittadini: è il primo rapporto sulla legislazione regionale, il volume realizzato dalla Regione Campania e presentato oggi dal presidente del Consiglio regionale Paolo Romano. All'interno della pubblicazione, curata dal servizio studi legislativi della Regione, si fa il punto sulla produzione legislativa della VIII legislatura, quella da pochi mesi conclusa. "Per il futuro - ha spiegato Romano - l'obiettivo è quello di promuovere le basi per una legislazione di qualità capace di produrre un impatto positivo sul territorio in termini di crescita e di sviluppo sociale ed economico. A tal fine, ritengo che vada rinnovato il Regolamento interno del Consiglio regionale, adeguandolo al nuovo Statuto, al fine di semplificare il procedimento legislativo e di dare slancio alla norma statutaria che ha introdotto la possibilità per le commissioni di deliberare. In particolare - ha evidenziato il vertice dell'assemblea legislativa campana - vanno modificate le norme regolamentari relative alla possibilità di chiedere il voto segreto, strumento che va limitato ai soli casi di deliberazioni che investano persone e che deve essere sottratto ad iniziative, a volte, di natura ostruzionistica". Non solo. Nella direzione di leggi all'insegna della qualità più della quantità va anche la novità dell'affiancamento di un parere tecnico - finanziario alle leggi partorite dalle commissioni. "In modo tale - ha sottolineato Romano - che in aula non arrivino più leggi senza copertura come in passato". Il Rapporto sulla legislazione verrà distribuito tra gli enti locali, mentre i cittadini interessati potranno visionarlo
on line sul sito internet del Consiglio regionale. Il volume elenca le leggi approvate tra il 2009 e il 2010 con una sintesi dei loro contenuti, l'analisi statistica della produzione legislativa e quella del contenzioso costituzionale. Con il rapporto si colma anche una lacuna: la Campania, infatti, con Sicilia e Umbria, era uan delle tre regioni a non essersi ancora dotata di questo strumento.

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di Redazione
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