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CAMPANIA, SOMMESE: ‘URBANISTICA, COL PTR AVREMO UNA REGIONE PLURALE E NON PIU’ NAPOLICENTRICA’


CAMPANIA, SOMMESE: ‘URBANISTICA, COL PTR AVREMO UNA REGIONE PLURALE E NON PIU’ NAPOLICENTRICA’
04/11/2008, 08:11

 

“Una Regione plurale e policentrica, non più ‘napolicentrica’. Una Campania che finalmente guarda con attenzione a Salerno e alla sua provincia, a tutti i capoluoghi, alle straordinarie risorse e potenzialità che questi territori e le loro aree interne sono in grado di offrire per lo sviluppo dell’intera regione. Anche questo è il Piano Territoriale Regionale (Ptr) approvato il 16 settembre. Uno strumento che detta lo statuto del territorio, gli indirizzi per la programmazione urbanistica delle province e dei comuni, le linee guida del paesaggio. Una legge che punta a riequilibrare i rapporti urbanistici e infrastrutturali tra i centri e le periferie, e tra le zone dove la dotazione infrastrutturale e la concentrazione urbanistica è maggiore rispetto a quelle dove tale dotazione e concentrazione è minore.
Con il Ptr la Regione dopo decenni si è dotata di una legge quadro di governo del territorio, che consentirà agli enti locali di completare la loro rete pianificatoria: i piani provinciali, i piani urbanistici comunali, i piani delle aree protette, e penso in particolare al Piano del Parco del Cilento e Vallo di Diano, per il quale recentemente la commissione da me presieduta ha tenuto un’audizione a Vallo della Lucania, incontrando numerosi sindaci, amministratori locali, rappresentanti delle associazioni locali.
Non solo. La legge regionale fissa nuove procedure che assicurano tempi certi per gli investimenti economici e produttivi, con lo scopo di collegare i tempi della pianificazione urbanistica con quelli della programmazione economica e finanziaria dei fondi europei 2007-2013. Mai più casi come quello dell’Auditorium di Ravello, in provincia di Salerno: risorse stanziate per progetti non immediatamente cantierabili; progetti sbloccati solo dopo lunghe e complicate vicende di ricorsi e controricorsi.
Il consiglio regionale è qui anche per lanciare un segnale contro la politica degli annunci che non si concretizzano mai e che lasciano dietro di sé una scia di sterili discussioni. Noi siamo qui invece a presentare una legge, un provvedimento concreto, che i territori attendevano da decenni. Una legge approvata grazie al concorso di quasi tutte le forze politiche. Sono queste le risposte che i territori vogliono dalla politica. E se abbiamo raggiunto questo importantissimo risultato, lo dobbiamo anche all’approccio intelligente e corretto che l’assessore all’Urbanistica Gabriella Cundari ha avuto verso il consiglio, invertendo il dato dei rapporti tra esecutivo e assemblea. Ma anche grazie al lavoro della commissione Urbanistica che si è recata sui territori, ha interagito coi soggetti interessati, ha ascoltato 400 associazioni che hanno prodotto 4000 osservazioni al Ptr deliberato in giunta: osservazioni tutte discusse e vagliate da un tavolo tecnico-politico. Questa legge è il frutto della migliore fusione tra le intelligenze e le competenze dei tecnici e le capacità di mediazione dei politici.
Ora abbiamo davanti una nuova sfida: approvare in tempi rapidi, entro sei mesi, il piano paesaggistico campano. Solo così potremo completare la rete pianificatoria prevista dalla legge 16 – piani parchi, piani provinciali, piani comunali – e dare il via a una programmazione urbanistico-territoriale perfettamente collegata con quella dei fondi europei. Stanziare finanziamenti per progetti non cantierabili: in passato è avvenuto, ma con il Ptr in vigore, e con l’istituzione della conferenza permanente di copianificazione, prevista dall’articolo 5 della legge sul Ptr, che stabilirà quali sono i progetti di interesse strategico regionale e semplificherà le relative procedu re, questo non avverrà più”.

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di Redazione
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