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"Tensione evidente, figlia di una situazione difficile"

Camusso, "Lavoratori preoccupati per i licenziamenti facili"

"Gli scioperi proseguiranno in tutto il paese"

Camusso, 'Lavoratori preoccupati per i licenziamenti facili'
28/03/2012, 17:03

ROMA - «Le tensioni sono già evidenti, da giorni il nostro paese è attraversato da scioperi e mobilitazioni». Lo afferma il leader Cgil Susanna Camusso, parlando con la Tv “Vista” lasciando la stampa estera. «Ci sono scioperi in tutti i luoghi di lavoro che continueranno ad esserci e a essere programmati», prosegue. Secondo Camusso l'opinione diffusa dei lavoratori «giustamente preoccupati» è che «in una situazione difficile invece di preoccuparsi del fisco, della crescita e dell'occupazione, si cerca di licenziarli».  «Non è mai stato in discussione che il Parlamento approvasse la riforma: il tema è come la cambia, non se la approva o meno. Nessuno può impedire al Parlamento di decidere legittimamente di quali sono i testi finali che voterà rispetto a un testo tuttora non noto e che dovrebbe arrivare in Parlamento», prosegue ancora la Camusso, che ribadisce come «bisogna fare di tutto affinché non si approvi la riforma così com'è fatta per quel che riguarda un capitolo, mentre si possono migliorare i principi positivi presenti in altre parti». «Quello che sta accadendo in questi giorni dimostra che il Paese non è disponibile ad avere una norma che permette licenziamenti facili, licenziamenti discriminatori e licenziamenti delle persone più deboli», aggiunge. «Conviene a tutti costruire di nuovo un effetto deterrente a fronte di licenziamenti illegittimi», prosegue. Camusso poi ricorda come la Cgil abbia proclamato un pacchetto di sciopero contro la riforma dell'articolo 18. Una mobilitazione la cui data non è ancora stata decisa. «Abbiamo proclamato sedici ore di sciopero – conclude poi il leader della Cgil - e in relazione all'andamento parlamentare decideremo la data, ma non conoscendo il calendario e non avendo il testo ci sarà quando servirà rendere esplicita la pressione del mondo del lavoro durante la discussione del Parlamento».

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di Valerio Esca
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