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"Fate pure un'inchiesta. Non ho mai chiesto aiuto a nessuno"

Cancellieri: "Ipotesi aiuto da Berlusconi è un'offesa personale"

Il ministro non pensa "neanche per sogno" di dimettersi

Cancellieri: 'Ipotesi aiuto da Berlusconi è un'offesa personale'
03/11/2013, 14:28

ROMA - Fonti di Palazzo Madama riferiscono che il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri riferirà martedì alle 16,00 in Senato. Il ministro Cancellieri, che afferma di non pensare “neanche per sogno” alle dimissioni in seguito al caso Ligresti, ritiene che sulla vicenda Fonsai “si sono innestati interessi politici che l’hanno strumentalizzata, con l’obiettivo di colpire il governo di larghe intese”.  La Cancellieri, inoltre, chiarisce di non avere mai chiesto aiuto a Berlusconi per la sua carriera. “Fate pure un’inchiesta. Non ho mai chiesto aiuto a nessuno”, ha detto il ministro Cancellieri.

Per il Guardasigilli, sul caso è in atto un attacco politico perché “ci sono persone che hanno motivi di rancore nei miei confronti, perché ho sciolto comuni per mafia e fatto pulizia negli enti corrotti. Continuano a dire che sono intervenuta sui magistrati, ma non è vero, basta sentire Caselli. Non c’è serenità nel valutare i fatti, s’infanga una persona senza pensarci”. E l’ipotesi che possa aver chiesto aiuto a Berlusconi per la sua carriera costituisce  “un’offesa professionale”. “La mia forza – ha detto la Cancellieri – è stata sempre quella di non avere sponsor. Chiamate pure i ministri con cui ho lavorato, Napolitano compreso. Sono talmente tranquilla che divento una bestia, una carriera intemerata non può essere macchiata così”. Per quanto riguarda il fatto che la Frangi, nelle intercettazioni, ad un certo punto dicesse ‘perché ti lamenti se lì ti ci ha messo quello lì’, la Cancellieri risponde: “Mi dispiace, ma non so di cosa stesse parlando”. Sull’analogia con la telefonata di Berlusconi per Ruby, infine, spiega: “C’è una bella differenza, io sono il responsabile diretto della vita dei carcerati, mi sono mossa per il rischio di un suicidio. Quella di Berlusconi era un’altra cosa”.

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di Vanessa Ioannou
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