Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Il presidente della Repubblica: "Votate presto"

Cancellieri scrive a Napolitano: "Si vota il 24 febbraio"

Sabato Monti potrebbe salire al Colle

Cancellieri scrive a Napolitano: 'Si vota il 24 febbraio'
19/12/2012, 18:33

ROMA - Finale nervoso di legislatura, condizionato soprattutto dalla scelta della data per le elezioni che divide le due maggiori forze della “strana maggioranza” e induce il Capo dello Stato a replicare con fermezza alle parole di Berlusconi: “le ipotesi di data per lo scioglimento delle Camere all'esame del presidente della Repubblica, che ne ha la prerogativa esclusiva sentiti i presidenti delle due assemblee, non sono dettate da alcuna forzatura o frettolosità”, è la risposta, chiaramente riferita a quanto detto dal leader del Pdl a Porta a Porta, del Capo dello Stato in una nota diffusa in tarda mattinata. Nella nota si ricorda come Napolitano avesse auspicato che le elezioni si svolgessero alla scadenza naturale della legislatura, a metà aprile, ma “sono noti sono i fatti politici che hanno vanificato questa possibilità”, sottolinea il Capo dello Stato ad evidenziare come sia stata la frattura sancita dal Pdl nel rapporto con Monti a determinare l'accelerazione verso il voto anticipato. E ora il Colle non sembra apprezzare un rallentamento del processo che porterà alle urne: “è interesse del Paese che non si prolunghi eccessivamente la campagna elettorale affinché possa ristabilirsi al più presto la piena funzionalità delle assemblee parlamentari e del governo in una fase sempre critica e densa di incognite per l'Italia”. Non è colpa mia, sembra voler dire Napolitano, se sono state alcune forze politiche a creare questa situazione, e ora occorre procedere verso il voto per restituire alla politica il primato che le spetta dopo la parentesi tecnica. A complicare il rebus della data del voto, la lettera inviata dal ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri al Capo dello Stato, proprio per spiegare che sarebbe meglio se il voto si tenesse il 24 per organizzare tutto al meglio. Data sulla quale converge il Pdl. A determinare quali saranno i tempi per lo scioglimento delle Camere sarà soprattutto il via libera alla legge di stabilità, ora al Senato, ma che potrebbe essere varata in via definitiva dalla Camera forse entro venerdì sera (Fini si è impegnato per chiudere venerdì i lavori). Ma non c’è solo questo provvedimento ad impegnare le Camere in questi giorni che precedono la pausa natalizia. A palazzo Madama c’è anche il ddl sulle pene alternative al carcere che Renato Schifani vuol provare a licenziare prima del fine settimana, nonostante il no della Lega. “Ci proverò davvero in tutti i modi a portare in dono a Pannella l'approvazione di questo provvedimento”, dice il presidente del Senato, riferendosi alla battaglia che il leader radicale sta portando avanti per una condizione più umana delle carceri italiane. Una linea che trova l'autorevole sostegno del Capo dello Stato: “Non sia vanificato almeno il lavoro compiuto dal Parlamento sul provvedimento per l'introduzione di pene alternative alla detenzione in carcere'”, sottolinea Napolitano, che oggi ha avuto un colloquio telefonico con Schifani. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani condanna senza appello l'atteggiamento del Pdl, parlando di “indecorosi, incommentabili i traccheggia menti” sui tempi elettorali e sulla approvazione della legge di stabilità”. Nel centrodestra, intanto, si solleva anche la questione del voto all'estero: ”Per adottare tutti i provvedimenti necessari per consentire agli italiani all'estero di esprimere correttamente il loro voto, le attuali norme prevedono un periodo non inferiore a 60 giorni prima della data in cui tenere il turno elettorale”, ricorda il presidente della Commissione parlamentare per l'Attuazione del federalismo fiscale, Enrico La Loggia. Anche per questo, le date migliori per le elezioni sarebbero il 24 febbraio o il 3 marzo, sottolinea il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, che respinge l'accusa di voler dilazionare i tempi. Quanto alla legge di stabilità, “il testo al Senato è profondamente mutato rispetto a quello della Camera, quindi chiediamo il tempo necessario, in Commissione e in aula, per approfondirlo. Questo non vuol dire ci sia il rischio di esercizio provvisorio”, spiega Cicchitto. Anche se il presidente della Camera Gianfranco Fini ricorda come sia '”doveroso che tutti leggano le prerogative conferite alla presidenza della Camera in materia di approvazione di proposte di legge, specie quando sono in terza lettura”. In poche parole, Fini ribadisce di voler chiudere entro venerdì il capitolo legge di stabilità. In questo intreccio di date, scadenze parlamentari, prove di forza tra partiti e istituzioni, con il centrosinistra che non ci sta a concedere a Berlusconi qualche giorno o settimana in più di campagna elettorale, si inserisce la questione delle dimissioni del premier Monti, il quale, secondo Pier Ferdinando Casini, avrebbe già deciso quale ruolo avere nell'agone politico. Una scelta che però l'attuale premier renderebbe pubblica solo dopo le dimissioni. Se la legge di stabilità venisse approvata venerdì sera, Monti potrebbe salire al Colle sabato mattina per dimettersi e domenica tenere la conferenza di fine anno con “le mani libere”. Nella stessa giornata di sabato, Napolitano potrebbe ascoltare i gruppi parlamentari, prima di vedere i presidenti di Camera e Senato come vuole la Costituzione. Da quel momento in poi, ogni momento per il decreto di scioglimento delle Camere sarebbe buono. 

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©