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Critico il Pd che richiama l'esecutivo sui problemi seri

Caos liste: il Governo verso il varo del decreto sanatoria


Caos liste: il Governo verso il varo del decreto sanatoria
05/03/2010, 20:03

ROMA - «Un vero e proprio pasticcio» così aveva commentato il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano all’indomani delle vicende che hanno colpito le liste dei candidati governatori del Pdl di Lombardia e Lazio. Una vicenda che ha il sapore dell’imbarazzo per la classe dirigente di quello che viene annoverato come il partito di maggioranza relativa del Paese, perché il Pdl non può permettersi di perdere a tavolino la Lombardia e il Lazio che sono sicuramente le due principali regioni italiane.
Ora il Governo cerca in tutti i modi di salvare il salvabile e di cercare una soluzione al problemaIl governo imprime un'accelerazione al piano alternativo per superare l'impasse legata al caos liste. I contenuti li ha ben sintetizzati il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. «Non c'è nessuna norma che indichi dove fisicamente si debba entrare quando scadono i termini della consegna delle liste – ha spiegato il coordinatore del Pdl –. Bene un decreto interpretativo potrebbe specificare che, entro quell'ora, basta trovarsi all'interno del palazzo ed è provato che a Roma, i presentatori della lista Pdl, erano dentro».
Ecco quindi la possibile via d'uscita. Che l'opposizione ha, peraltro, subito stoppato. «Loro governano per cui si facciano carico dei problemi del paese – ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani - altrimenti si riposino e vadano a casa». Il leader dei democratici la mette giù dura. «C'è una parola in questo paese che deve essere affermata e ripristinata: si chiama "regole". Le regole sono un presidio della democrazia e il centro-destra non si azzardi a parlare di complotto». Insomma la conferma di una chiusura netta a qualsiasi tipo di accordo, come Bersani aveva già fatto intendere ieri.
L'esecutivo, però, tira dritto. La conferma arriva dal ministro Calderoli: «Il cdm si fa. Si va verso un decreto interpretativo». Mentre il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, parla di «un serio tentativo, in un confronto positivo tra tutti i livelli istituzionali, per consentire un regolare svolgimento delle elezioni». La quadra trovata dal governo è dunque questa: un decreto-sanatoria per salvare la doppia partita elettorale. Così, a Roma, si farebbe rientrare il Pdl nella competizione sfruttando l'unica certezza emersa nelle svariate ricostruzioni sulla consegna della lista provinciale del Pdl: cioè che i due delegati erano entrati dentro il tribunale prima delle 12 salvo poi non riuscire a depositare in tempo il faldone con firme e candidati.
Sull'altro fronte, quello lombardo, il provvedimento-sanatoria agirebbe invece allentando le maglie dell'iter di verifica delle firme. Facendo così cadere le contestazioni su irregolarità legate a timbri e autentiche mosse dai giudici alle firme di sostegno del listino Formigoni. In altri termini, il decreto renderebbe meno rigida l'interpretazione delle procedure, consentendo al governatore di rientrare nella corsa. Del resto Berlusconi preferirebbe non limitarsi ad attendere il responso dei giudici amministrativi che, tra sabato e lunedì, decideranno sui due ricorsi presentati da Formigoni e dal Pdl romano.
È questa dunque la nuova strada imboccata dall'esecutivo. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, avrebbe già anticipato al capo dello stato, Giorgio Napolitano, i contenuti del provvedimento incontrandolo stamane durante la cerimonia di celebrazione del Servizio civile. I ministri, riuniti dal premier a palazzo Grazioli, hanno limato il provvedimento che sarà esaminato dal Consiglio dei ministri convocato in un primo momento alle 18 e spostato alle 19.30 dopo un nuovo vertice di maggioranza. Durante la riunione si sarebbe deciso di accantonare il decreto di proroga dei termini, su cui c'era stata una frenata da parte del Quirinale, e di tentare la strada del decreto interpretativo su cui il Colle sarebbe più aperto a valutazioni.

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di Mario Aurilia
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