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La Bonino lancia l'ipotesi di sospendere la campagna

Caos liste: Maroni"se il Tar dice no Pdl escluso nel Lazio"


Caos liste: Maroni'se il Tar dice no Pdl escluso nel Lazio'
08/03/2010, 18:03

ROMA - "Se il Tar decide che la lista è fuori, quella lista resta fuori nonostante il nostro decreto" a dirlo è il ministro degli Interni Maroni che  spiega nel dl "salva-liste", il governo avrebbe potuto riaprire i termini per la presentazione delle liste: "Abbiamo invece conservato i termini e abbiamo detto ai giudici di decidere loro sulla base di come la legge è stata interpretata dal governo. Mi auguro che entro pochissimi giorni il quadro sia completo, in modo da poter svolgere quel che resta della campagna elettorale e, serenamente, farla svolgere a chi ha diritto di farla". Una dichiarazione importante quella dei Maroni che ricopre il dicastero responsabile delle operazioni di voto.
Intanto ha avuto inizio l’udienza davanti alla seconda sezione bis del Tar del Lazio per discutere il ricorso elettorale del Pdl contro l’esclusione della lista di Roma dalle prossime regionali. L’udienza si svolge in camera di consiglio ed è certo che in serata ci sarà la decisione dei giudici amministrativi. Si sono costituiti in giudizio il presentatore della lista del Pd Francesco Pieroni, il partito Sinistra Ecologia e Libertà, il Movimento difesa del cittadino e la lista Emma Bonino-Marco Panella. Il rappresentante dell’avvocatura regionale del Lazio si è costituito formalmente depositato anche la delibera della Regione che dispone il ricorso alla corte costituzionale contro il dl approvato dal consiglio dei ministri.
Il Pdl ha poi  consegnato il plico recante la documentazione inerente l’iscrizione della lista provinciale di Roma alle prossime Regionali. A consegnarlo è stato il coordinatore del Pdl del Lazio, Vincenzo Piso, insieme al vicecoordinatore Alfredo Pallone e al responsabile elettorale del Pdl, Ignazio Abrignani. Da questo la commissione elettorale ha 24 ore di tempo per verificare la documentazione. Ora i delegati del centrodestra sono in attesa di acquisire una ricevuta per concludere il lavoro.
Uno scenario questo che porterà sicuramente altri ricorsi a pioggia come quello della giunta della Regione Piemonte che ha deliberato nella seduta di questa mattina di ricorrere alla Corte Costituzionale contro il decreto legge interpretativo delle norme elettorali adottato dal Governo nei giorni scorsi. Motivazione del ricorso: la norma interpretativa, pur applicabile attualmente solo al Lazio e alla Lombardia, potrebbe in futuro essere applicabile anche in Piemonte, dove vige una legge elettorale approvata dal Consiglio Regionale.
Il Pd di Roma ha poi presentato alla commissione dell’ufficio centrale elettorale del tribunale un atto di significazione, ovvero una diffida, ad ammettere alla competizione regionale di fine marzo la lista che il Pdl ha intenzione di depositare oggi dopo la mancata presentazione del 27 febbraio. "Nell’atto evidenziamo come nessun deposito sia ammissibile perché nel Lazio si applica la legge che regola il procedimento elettorale e non è interessata dal decreto del governo - spiega il legale Gianluigi Pellegrino - anche se il decreto si applicasse, il Pdl non ha i presupposti per rientrare in quanto previsto dal provvedimento".
Non si fanno attendere le parole della sfidante della Polverini "Io ci sto veramente pensando se valga la pena di giocare con i bari", ha affermato la Bonino. "In tutta Italia se si arriva a tali atti di arroganza stiamo attenti. Io dico dell’angoscia vera che mi attanaglia di fondo - ha proseguito la candidata del centrosinistra - so bene che mi si dirà è il male minore, che così fan tutti, che è sempre stato, ma io mi chiedo se a volte non sia il momento in cui uno dice: con i bari io non gioco, non lo so". La Bonino ha ribadito di avere l’impressione che "chi ha avuto il coraggio di fare questo Dl non so cosa possa riservarci". A proposito di un suo eventuale ritiro dalla competizione elettorale la candidata ha aggiunto che "non è una decisione che prendo da sola, abbiamo convocato una grande assemblea martedì però vorrei che tutti i cittadini si ponesse questo problema. Io mi aspetto di tutto, certamente prima delle elezioni mi pare difficile che il Dl venga convertito, resta quindi aperta come arma successiva ed è bene saperlo, le trappole bisogna conoscerle prima".

 

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di Mario Aurilia
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