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Intanto oggi Berlusconi dovrebbe andare a piazza Farnese

Caos liste Polverini e Formigoni: il governo pronto al dl


Caos liste Polverini e Formigoni: il governo pronto al dl
04/03/2010, 10:03

ROMA - C'è rabbia e tensione tra le file della maggioranza: la doppia bocciatura di ieri, dei ricorsi in Lombardia del "listino" del Presidente uscente Roberto Formigoni e nel Lazio della lista del Pdl non è piaciuta. Per Formigoni poi, hanno ulteriormente abbassato il numero di firme valide: da 3421 a poco più di 3100. Tanto che ieri, nella conferenza stampa tenutasi appena conosciuti i risultati della Corte d'Appello sul ricorso, il Governatore della Lombardia uscente ha detto esplicitamente che vuole un ricontrollo su ogni firma di ogni schieramento politico che si presenta alle elezioni. Richiesta giustissima e che, anzi, dovrebbere essere in corso o essere già stata fatta.
Ma la tensione sale anche a Roma, dove il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi sta vivendo questo momento in maniera combattuta. Da una parte non vorrebbe entrare nella campagna elettorale, perchè rischia una pesante sconfitta, che si riverberebbe sulla sua leadership. Dall'altra sente che il partito gli sta sfuggendo di mano, dopo gli intoppi burocratici e i continui smarcamenti del Presidente della Camera Gianfranco Fini. Per questo all'interno del palazzo si comincia a parlare di "golpe dei magistrati", di "democrazia a rischio", di "elezioni falsate", anche se per ora sottovoce. Ma potrebbe essere un grido, se stasera Berlusconi accetterà di parlare alla maratona oratoria che il Pdl ha organizzato a piazza Farnese. Per ora ha accettato di presenziare e verso le 17 dovrebbe essere lì, proprio a fianco di Fini.
Resta comunque il problema di come risolvere la vicenda elettorale, per far rientrare in corsa le liste del Pdl e di Formigoni. Tanto che si sta pensando a quello che sarebbe un vero e proprio atto di forza: un decreto legge che sposta l'election day di qualche settimana in avanti, in modo da riaprire i termini per la presentazione delle liste elettorali. E la cosa avrebbe anche un altro vantaggio: si prolungherebbe il blocco di quelle trasmissioni non asservite al governo, come Annozero o Ballarò, cosa che certamente a Berlusconi non dispiace. Ma per farlo è necessaria la firma del Presidente della Repubblica. Si sa che Napolitano finora non ha mai negato una firma a qualsiasi provvedimento fatto dal governo o dal parlamento, legge o decreto legge che fosse, anche quando erano palesemente illeggittimi o incostituzionali. SI renderà complice anche questa volta? Le voci di corridoio dicono di no, ma si vedrà dai fatti.

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di Antonio Rispoli
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