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Capodanno: "40 anni della Tangenziale “privata“ di Napoli"


Capodanno: '40 anni della Tangenziale “privata“ di Napoli'
03/01/2012, 12:01

C’è ben poco da festeggiare in questo 2012 per gli automobilisti napoletani, costretti peraltro da quarant’anni a pagare un iniquo pedaggio per transitare su un’arteria urbana, dove sovente si è costretti a camminare a passo d’uomo, chiamata impropriamente “Tangenziale” alla luce del dato che è una strada che non “tange” bensì attraversa il capoluogo partenopeo, creando ulteriori intralci anche alle uscite dei caselli cittadini per la mancanza di parcheggi di destinazione. Gli unici che possono festeggiare sono i vertici di una società privata, che vede come principale azionista la famiglia Benetton di Treviso e che dal 1972 riscuote un pedaggio dagli automobilisti napoletani, la maggior parte dei quali quotidianamente costretti ad utilizzarla per raggiungere il posto di lavoro. Questo collegamento est-ovest, che va da Capodichino a Pozzuoli, lungo un tracciato di circa 20 km, fu realizzato tra gli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta, senza una lira di contributo da parte dello Stato e degli Enti locali. Da qui la convenzione con l’ANAS, rinnovata fino al 2.037 alla scadenza nel 2001 dei primi 33 anni della gestione affidata alla società privata. Il pedaggio è lievitato dalle iniziale 150 lire per asse, quando fu inaugurata nel 1972, agli attuali € 0,90 per le vetture a due assi, con un aumento del 600%. Circa 270mila i transiti quotidiani con introiti dunque di circa 90 milioni di euro all’anno per il solo pedaggio. Solo l’ultimo aumento di 5 centesimi, scattato il 1° gennaio scorso, porterà nelle casse della S.p.A. quasi 5 milioni di euro per il 2012, con una spesa media in più per ogni automobilista, considerando due transiti al giorno, di circa 37 euro all’anno. Da qui la richiesta di restituire questa strada all’uso pubblico gratuito, almeno per i caselli del centro cittadino, risolvendo la convenzione ed affidandone la gestione ad una società a prevalente capitale pubblico da costituire con la partecipazione della Regione, della Provincia e dei Comuni interessati.

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di Redazione
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