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Capodanno: abolite tutte le province e le municipalità


Capodanno: abolite tutte le province e le municipalità
04/06/2010, 17:06

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, “storico” consigliere della Circoscrizione del Vomero, tra gli anni 1980 e 1993, nei primi anni della nascita delle circoscrizioni elettive, fondatore di un gruppo su Facebook: “MANOVRA 2010 - 2011: ABOLITE TUTTE LE PROVINCE E LE MUNICIPALITA' ! “ (http://www.facebook.com/group.php?gid=126138977404809&ref=ts ) che conta già oltre 350 iscritti, esprime grande soddisfazione per la decisione del Governo di non riconoscere più alcuna indennità ai consiglieri delle Municipalità, in attesa che si proceda alla totale abolizione sia delle stesse che delle Province, ritenute entrambe “enti improduttivi” se rapportati agli elevati costi della loro sopravvivenza e alle scarse deleghe attualmente conferite da leggi e regolamenti.
“ Bisogna ritornare allo spirito sociale, al volontariato politico, così come abbiamo fatto tanti di noi quando nacquero agli inizi degli anni ’80 le circoscrizioni elettive – ricorda Capodanno – quando non vi era alcun riconoscimento economico, non esistevano gli assessori municipali ed i consiglieri prendevano un gettone di presenza di appena 20mila lire per le sole sedute consiliari, che sovente erano destinate alle sezioni dei partiti d’appartenenza. Per le commissioni non venivano riconosciuto alcun gettone di presenza, né era consentito allontanarsi dal posto di lavoro. Gli assessori municipali non esistevano. Non vi era inoltre alcuna possibilità da parte di un eventuale datore di lavoro di essere rimborsato dal Comune per le assenze dei consiglieri, potendo gli stessi usufruire al massimo di un permesso orario, per il tempo strettamente necessario per partecipare alle sole riunioni di consiglio, che, mediamente, erano due o al massimo tre al mese e, di norma, si svolgevano nelle ore serali “.
“ Basta con gli sprechi – tuona Capodanno -. Non è possibile continuare a mantenere in vita questi “Enti inutili”, quali sono le attuali Municipalità, che non hanno alcun potere operativo, visto che non hanno mai avuto piene deleghe, le quali ultime sono rimaste per lo più centralizzate a livello comunale. Da un calcolo approssimato, tra gettoni di presenza ed indennità varie i 300 consiglieri municipali di Napoli, con i 30 assessori ed i 10 presidenti costano alla collettività circa 10 milioni di euro all’anno, considerando gli stipendi che vanno rimborsati ai datori di lavoro sia pubblici che privati per le assenze giustificate dalla partecipazione quotidiana a riunioni di consiglio o di commissione. Anzi è auspicabile che, in sede di conversione, vengano abolite anche le indennità per i presidenti e per gli assessori municipali “.
“ I soldi risparmiati potranno essere impegnati dai Comuni per il cosiddetto terzo settore, per le attività sociali, per le categorie più deboli, per gli indigenti, per gli anziani, per le persone sole, per l’assistenza alle famiglie povere, ai ragazzi senza famiglia, ai convitti, alla costruzione di spazi pubblici per favorire la socializzazione – continua Capodanno -. Bisogna tornare alla politica come servizio sociale, senza alcun riconoscimento economico. Chi vuole rappresentare i cittadini lo deve fare gratuitamente. Oggi partiamo dalle Municipalità, ma bisogna subito dopo estendere l’abolizione di emolumenti ed indennità anche ai consiglieri comunali, provinciali e regionali, in attesa che, in una riorganizzazione complessiva, che auspichiamo a breve, molti di questi Enti siano del tutto aboliti “.
“ Personalmente mi offro a ricoprire qualsivoglia carica elettiva o istituzionale a titolo meramente gratuito, assicurando sin d’ora il massimo impegno – propone Capodanno -. Sono certo che molti seguiranno il mio esempio, perché ci sono tante persone perbene, animate da spirito sociale, che vogliono dare il loro contributo per risollevare le sorti del territorio dove abitano ed operano, contribuendo a “ cacciare i tanti mercanti dal tempio “, coloro che in questi anni hanno occupato ogni spazio politico, anche con doppi e tripli incarichi, con il fine esclusivo di provvedere alla propria sistemazione e a quella di parenti, amici ed amanti, arricchendosi smisuratamente, incorrendo sovente nelle maglie delle giustizia, o quantomeno assicurandosi uno “stipendio” fisso a carico della collettività svolgendo un’attività amministrativa, raramente produttiva di significative ricadute sociali “.

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di Redazione
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