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Capodanno: "No alla paventata chiusura della FNAC al Vomero"


Capodanno: 'No alla paventata chiusura della FNAC al Vomero'
01/02/2012, 15:02

“ Benché non si possa parlare di negozio storico, avendo meno di 10 anni di vita, è indubbio che il megastore FNAC al Vomero, in questo lasso di tempo, si è conquistato uno spazio ben definito ed unico nel capoluogo partenopeo – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Per questo la possibilità che, nel piano di riassetto della multinazionale in Italia, esso possa essere ceduto a qualche altra azienda o chiuso definitivamente, preoccupa non poco, anche per le ricadute sul piano occupazionale “.

“ Il Vomero – ricorda Capodanno -, già è stato colpito dalla chiusura di diversi esercizi commerciali negli ultimi tempi ed altri stanno chiudendo per le notevoli spese di gestione, sulle quali però non incide solo il canone di locazione ma anche tasse e balzelli vari oltre agli oneri per il personale, a fronte di sempre più magri introiti per il perdurare della crisi economica. Né al momento si intravedono all’orizzonte, sia da parte del Governo nazionale che degli Enti locali, iniziative tese ad agevolare e a supportare le attività in crisi del terziario commerciale “.

In dirittura d’arrivo i lavori di manutenzione per la trasformazione dei locali dell’ex Standa in via Luca Giordano al Vomero. Ne da notizia Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari. “ Oramai è tutto pronto. In questi giorni è stata installata anche l’insegna e le decalcomanie sulle porte d’ingresso ( vedi foto allegata ) – annuncia Capodanno - . Nei primi giorni di maggio la Fnac nei circa 3.000 metri quadrati, distribuiti su due piani, aprirà proprio nel quartiere collinare il suo quinto punto vendita in Italia, dopo Milano, Genova,Torino e Verona. Un evento importante per l’intera Città e non solo per il Vomero, anche per le implicazioni sul piano commerciale ed occupazionale. Non la solita banca né il classico negozio di pezze, esercizi che si sono diffusi negli ultimi anni nel popoloso quartiere collinare, ma un’attività culturale di grande prestigio. Le ripercussioni potranno essere analoghe a quelle che si sono avute con l’apertura della libreria Feltrinelli, un un altro quartiere della città, a Chiaia. Un evento che costituisce una grossa attrattiva per i napoletani ma anche per i turisti “.

“ La catena Fnac, Fédération Nationale d'Achat des cadres - prosegue Capodanno - è nata in Francia nel 1954 su iniziativa degli imprenditori André Essel e Max Théret e oggi conta più di 13.000 dipendenti , con 87 negozi aperti in tutto il mondo dei quali 60 nella sola Francia e un fatturato nel 2000 di 5.667 miliardi di lire con un numero di clienti valutato in oltre 10milioni all’anno nel solo paese d’oltralpe.La Fnac, nata per diffondere la creatività letteraria, musicale e tecnologica in tutte le varie forme, è anche il primo distributore di beni culturali e per il tempo libero francese. La stessa Fnac dal 1994 fa parte del Gruppo Pinault-Printemps-Redoute, primo gruppo francese di multidistribuzione non alimentare. Il Gruppo comprende insegne prestigiose, spesso storiche, all'interno di quattro grandi settori: grande distribuzione, business to business, finanza e lusso “.

“ La carta vincente dell’azienda francese, che ne ha determinato il successo in meno di mezzo secolo di vita, visto che il primo esercizio vide la luce nel 1957 – conclude Capodanno – sta in un’impostazione differente dei rapporti con i clienti, molti dei quali, circa 1milione, sono anche soci, con i quali la ditta stabilisce una sorta di alleanza tesa ad un’azione sui prezzi, ad una selezione dei prodotti ed all’informazione capillare. In Italia l’operazione nasce da un accordo, siglato il 29 novembre 2001 al Ministero del Lavoro tra il gruppo COIN ed i rappresentanti dei lavoratori, che prevedeva, tra l’altro, la cessione di 4 negozi, tra i quali appunto quello di via Luca Giordano, alla Società Cultura & Comunicazione nell'ambito dell'accordo di joint venture con il gruppo francese FNAC. Proprio l’accordo con la ditta francese, stando alle dichiarazione rilasciate a suo tempo dal presidente del gruppo di Mestre, Vittorio Coin, che ci auguriamo vengano tradotte in fatti concreti, dovrebbe portare alla conferma del personale già impegnato al quale si aggiungerebbero complessivamente 500 nuove unità lavorative “.

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di Redazione
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