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Leader dei grillini: “Speranza è un lobbizzato”

Capogruppo del Pd querela Beppe Grillo: “Accuse infondate”


Capogruppo del Pd querela Beppe Grillo: “Accuse infondate”
23/01/2014, 17:19

"Ho già dato mandato ai miei legali di querelare Beppe Grillo per le accuse infondate e del tutto strumentali a me rivolte". È quanto dichiara il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, annunciando quindi la querela nei confronti del leader del M5S, dopo aver etichettato il democratico come "lobbista" e "lobbizzato". "Mentre il Pd lavora alle riforme che l'Italia aspetta da vent'anni, il capo dei cinquestelle non trova di meglio da fare che lanciare insulti e campagne d'odio nei confronti del Pd e dei suoi parlamentari".
"Da Grillo – si evince da una nota scritta dal capogruppo alla Camera- ancora soltanto urla e accuse deliranti. Il leader del M5S ordina ai suoi di sottrarsi a ogni confronto e ci insulta. Non ci faremo intimorire. Non conosco, né ho mai parlato con la persona a cui si riferisce Grillo".
La querela nei confronti del comico genovese nasce dalla ‘speranza’di quest’ultimo affinché "Speranza si dimettesse per il caso del lobbista Tivelli". "Speranza fa un emendamento sulle pensioni d'oro: bellissimo, lo avremmo votato, aveva detto Grillo. Ma dopo una telefonata l'emendamento scompare. Abbiamo intercettato la telefonata e fatto espellere il lobbista. Ora dopo il lobbista dobbiamo cacciare il lobbizzato".
L'attacco era nato dopo che il leader del M5S si era difeso dall'accusa di immobilismo. "Ci dicono che siamo immobili - aveva dichiarato - ma non è vero. Noi, ad esempio, avremmo votato l'emendamento sulle pensioni d'oro ma poi l'hanno ritirato".
Grillo si riferisce  alla telefonata "intercettata" da alcuni parlamentari del M5S davanti a una commissione a dicembre. La telefonata è stata pubblicata sul sito di Grillo; successivamente, i parlamentari grillini avevano protestato platealmente in aula accusando le pressioni delle lobby per bloccare i provvedimenti in Parlamento. E la vicenda si era chiusa con l'intervento dell'amministrazione di Montecitorio e le dimissioni dell'ex funzionario.

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di Erika Noschese
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