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Oggi il dibattito alla Camera

Cardinale Bagnasco: stop al divorzio breve

All'assemblea generale dei vescovi anche il placet a Monti

Cardinale Bagnasco: stop al divorzio breve
22/05/2012, 10:05

Il Vaticano dice no al “cosiddetto divorzio breve”. Le parole sono quelle del cardinale Angelo Bagnasco, che boccia il provvedimento proprio nel giorno in cui si avvia il dibattito alla Camera. Per il cardinale “contraddice gravemente qualunque possibilità di recupero e rende più fragili i legami sociali”. Il presidente della Cei definisce il provvedimento un ulteriore attentato all’integrità della coppia unita dal matrimonio e sceglie l'argomento per aprire l’assemblea generale dei vecscovi nell’Aula vaticana del Sinodo. Questo, per Bagnasco, riguarda “l’etica della vita”. Il cardinale si spinge oltre: : “In una cultura del ‘tutto provvisorio’ – afferma -  l'introduzione di istituti che per natura loro consacrino la precarietà affettiva, e a loro volta contribuiscono a diffonderla, non è un ausilio né alla stabilità dell'amore né alla società”.
E poi sferra l’attacco alle leggi sulle coppie di fatto: la “famiglia – rincara Bagnasco -  non è un aggregato di individui o un soggetto da ridefinire a seconda delle pressioni di costume oggi particolarmente aggressive e strategicamente concentrate”. Queste affermazioni acquistano un peso particolare dopo il miserunderstanding tra Fornero, l’Avvenire, il Vaticano e i gay. Il ministro del Welfare, che ha anche la delega alle Pari Opportunità, è intervenuta più volte sulla questione omosessuali, coppie di fatto e matrimoni, ma con una lettera al quotidiano della Cei, Avvenire, ha voluto puntualizzare che il suo recente invito a una “riflessione aperta” sulle coppie di fatto e omosessuali non intendeva attaccare la famiglia tradizionale né parificarle al matrimonio. “Non ho auspicato che le unioni di fatto, sia etero sia omosessuali, siano equiparate alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, ma semplicemente invitato ad aprire gli occhi sulle diverse realtà che stanno emergendo e a non dimenticare, e meno che mai a discriminare, i diritti dei singoli individui che vi si riconoscono e che chiedono con forza un riconoscimento”. Pace fatta, insomma, tra il governo tecnico e il Vaticano.
Una pace che si intravede anche nelle parole di Bagnasco, che ai vescovi parla in totale assonanza con il premier Monti sulla crisi economica e la scelta rigoristica: “Si doveva cambiare, si deve cambiare. Di qui l'iniziativa governativa di messa in salvo del Paese, in grado di scongiurare il peggio”. Totale armonia, dunque, tra la Santa Sede e il governo Monti. Ma Bagnasco bacchetta anche i partiti,  non a caso dopo le amministrative che hanno lanciato un messaggio diverso dall’austerity montiana: “Stupisce l'incertezza dei partiti che, dopo una fase di intelligente comprensione delle difficoltà in cui versava il Paese, ma anche delle loro dirette responsabilità, paiono a momenti volersi come ritrarre”. E poi l’affondo finale sulla cosiddetta “antipolitica”:  “demagogia e slogan inconcludenti destabilizzano la società”.

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di Gaia Bozza
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