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Linea dura, apprezzamento alle Forze dell'Ordine

Carfagna: tolleranza zero verso gli stupratori. L'appello ai giudici


Carfagna: tolleranza zero verso gli stupratori. L'appello ai giudici
09/08/2010, 18:08

Se riconosciuti colpevoli di violenza sessuale non va concessa nessuna attenuante e devono scontare la loro pena ''dal primo all'ultimo giorno''. Lo ha affermato il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, anche in seguito agli ultimi casi di stupro, come quello della 17enne francese, avvenuto a Capri, o della 21enne americana violentata in una discoteca romana da due uomini, o di un'altra giovane donna, sordomuta, aggredita da un tunisino, che ha tentato di violentarla ed infine, solo cronologicamente, di una 32enne originaria dello Sri-lanka che ha trovato finalmente il coraggio di denunciare il marito e un suo amico che l'avevano picchiata e stuprata.
Richiesta linea dura anche da parte dei magistrati: applicando le leggi varate dal Governo, non devono concedere benefici di alcun tipo a chi si rende responsabile di un ''crimine tanto odioso''.
Per fermare questi crimini, secondo la Carfagna, c’è bisogno dell'applicazione rigorosa delle leggi che il governo ha ''fortemente voluto''.
Tolleranza zero contro chi attenta alla sicurezza delle donne dunque, un principio che spiega il ministro, è stato voluto fin dall’inizio da questo governo che ha lavorato per contrastare e prevenire la violenza.
Sono diversi i modi presi in considerazione dall’esecutivo italiano per contrastare questo fenomeno. A partire dall’inserimento delle aggravanti in caso di violenza sessuale nel codice penale, alla cancellazione di ogni forma di beneficio premiale, come gli arresti domiciliari o gli sconti di pena per gli aggressori, e anche istituendo la difesa gratuita per le vittime.
Un apprezzamento è arrivato da parte di Mara Carfagna nei confronti delle Forze dell’Ordine che  ''ancora una volta sono intervenute rapidamente, assicurando i responsabili alla giustizia". E ora si rivolge ai magistrati: "Non resta che applicare le norme, perché‚ agli aggressori non venga concessa alcuna attenuante, e perché, riconosciuti colpevoli, scontino la loro pena dal primo all' ultimo giorno".
Non e' la prima volta che il ministro fa appello ai giudici, nella convinzione che, come ha detto qualche mese fa, il miglior deterrente per questi ''odiosi'' reati, ''che cambiano la vita di chi li subisce'', sia ''proprio la certezza della pena''.

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di Elisabetta Froncillo
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