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CARLONI SULL'ETÀ PENSIONABILE: NON SIAMO NOI DONNE A DOVER PAGARE IL PREZZO PIU' ALTO


CARLONI SULL'ETÀ PENSIONABILE: NON SIAMO NOI DONNE A DOVER PAGARE IL PREZZO PIU' ALTO
16/12/2008, 17:12

 

Da molti anni le donne del sindacato e delle forze di centrosinistra discutono, anche alla luce dei cambiamenti demografici, della necessità di realizzare un welfare più equilibrato in materia di pensioni che tenga insieme la previdenza e lo sviluppo di nuove misure assistenziali e sociali.
Sappiamo non da ora che l’Europa preme per la parità dell’età pensionabile, ma non ci sono mai state risorse per garantire, contestualmente a questa scelta, un piano di servizi adeguato e di congedi parentali con politiche economiche da sostenere con la fiscalità generale.
Al contrario le stesse proposte del Pd sull’occupazione femminile, sulla fiscalizzazione degli incentivi per il lavoro delle donne e sullo sviluppo dei congedi parentali, non hanno mai trovato nessun ascolto da parte del governo. Basti ricordare che la finanziaria taglia di 271 milioni il fondo per le politiche sociali e di 90 milioni quello per la famiglia, non rifinanzia la legge 53 sui congedi parentali e taglia di 3 milioni i fondi Ue dedicati ai comuni per i minori e le famiglie in difficoltà. Senza tenere conto degli 8 miliardi tagliati alla scuola.
Dentro tale quadro, innalzare l’età pensionabile delle donne a 65 anni, considerato oltretutto che la pensione di vecchiaia è quella prevalente per le donne, diventa un provvedimento iniquo il cui segno è solo quello di fare cassa.
Di fare cassa abbiamo bisogno, ma occorre equilibrio perché il prezzo più alto della crisi non può essere pagato dalle donne.
 

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di Redazione
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