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Momenti di tensione stamattina sull'isola azzurra

Caro Aliscafi. Manifestanti bloccano il porto di Capri

Massiccia presenza dei residenti di Capri ed Anacapri

Caro Aliscafi. Manifestanti bloccano il porto di Capri
27/05/2012, 18:05

Mattinata di proteste sul porto di Capri, dove stamane, dalle sette, i manifestanti hanno impedendo ai mezzi veloci di attraccare alle banchine dell'isola azzurra. Unica eccezione i mezzi della Caremar, che navigano regolarmente, essendo l'unica compagnia ad oggi a non aver aumentato i prezzi. Manifestanti a bordo di barche hanno impedito l'accesso via mare alle imbarcazioni, bloccando l'imbocco del porto. Numerosa la popolazione accorsa a Marina Grande, sul porto i sindaci di Capri ed Anacapri, Ciro Lembo e Franco Cerrotta, e rappresentanti delle amministrazioni. In mattinata momenti di tensione all'arrivo dell'aliscafo Snav, con la polizia che ha isolato l'ultimo tratto del porto con un cordone. Qualche spintone ma la situazione è subito tornata tranquilla. In mare invece la capitaneria di porto ha ispezionato le imbarcazioni che ostruivano la rotta degli aliscafi.

La rivolta di stamattina a Capri la definisce "plateale". Raffaele Aiello, amministratore delegato di Snav, la compagnia privata di navigazione il cui aliscafo, tra agli altri, stamattina è stato costretto a tornare indietro, la protesta la racchiude in una cifra ben precisa: venti centesimi. "Sì, non ci crederà ma a Capri hanno bloccato tutto per un aumento di soli venti centesimi sui biglietti dei residenti e pendolari", spiega. "Io capisco i disagi dei pendolari e residenti ma è bene che si sappia che sul loro biglietto, ribadisco, l'aumento è stato solo di venti centesimi da 5,30 a 5,50, l'equivalente di una mancia al bar - sottolinea l'ad Aiello - mentre l'aumento sul biglietto per i turisti è stato pari a 1,70, da 17 euro a 18,70. Noi non prendiamo contributi dallo Stato, noi abbiamo subito negli ultimi tempi un aumento del costo del carburante del 20% e poi l'aumento dal 1 gennaio dell'Iva del 21%". Poi punta il dito contro le compagnie che, invece, ricevono contributi dallo stato. "Se i cittadini di Capri vogliono difendere la Caremar che prende 19 milioni di contributi all'anno, facciano pure - dice - Sappiano bene che sulle loro unità spesso non ci sono i controlli. Se la protesta è, dunque, finalizzata a premiare e a difendere questi atteggiamenti, facciano pure. Noi la pensiamo e lavoriamo in maniera diversa".

I rappresentanti del forum dei giovani, che hanno organizzato la manifestazione, precisano che la protesta non scaturisce solo dall'aumento dei prezzi delle corse - 20 centesimi per i residenti e 60 centesimi per i biglietti ordinari per quanto riguarda le corse previste dai servizi minimi e di 60 centesimi per i residenti e 1,70 euro per gli ordinari per i servizi residuali - ma anche dall'abolizione delle agevolazioni residenti sulle corse residuali nei festivi. Da qui è scattata la scintilla che ha portato i giovani a scendere in piazza, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e la popolazione residente, con il sostegno delle associazioni di categoria.

I residenti di Capri ed Anacapri (11 mila), i due Comuni dell'isola, hanno risposto massicciamente alla manifestazione organizzata da "Autmare" e "Forum dei Giovani" con l'appoggio delle amministrazioni comunali e delle associazioni di categoria. I manifestanti - fronteggiati da uno schieramento di agenti del reparto mobile in assetto anti-sommossa e da quelli del commissariato diretti dal vicequestore Maria Edvige Strina - hanno consentito solo ai traghetti della "Caremar", che non ha applicato aumenti, di attraccare ai moli, accogliendoli con un'ovazione. Verso mezzogiorno, però, la tensione è salita quando è arrivato il maxi-traghetto "Triade" della "Caremar" per una corsa straordinaria chiesta dall'assessorato ai trasporti per decongestionare il Porto di Napoli, dove si accalcavano i passeggeri in attesa. I manifestanti hanno bloccato anche questo ormeggio, perché non rientrava nel piano orario e la nave della "Caremar" è dovuta rientrare a Napoli. La giornata, comunque, si è conclusa senza incidenti. Il "Forum dei Giovani", che ha promosso la protesta, ha approvato in serata un documento in cui chiede al presidente della Regione Stefano Caldoro ed all'assessore ai trasporti Sergio Vetrella un incontro urgente con una delegazione dell'isola per discutere sulle richieste avanzate dai capresi. Questi i punti: immediata revoca degli aumenti e ripristino dei biglietti per residenti nei giorni festivi, bando di gara europeo per creare una vera concorrenza tra gli armatori del Golfo, nuova regolamentazione delle concessioni del servizio marittimo, ed infine tutela della Caremar. "Qualora tali richieste non fossero accolte - avvertono gli organizzatori del blocco - i capresi continueranno ad oltranza la protesta. La manifestazione sul Porto di Marina Grande è terminata alle 18.00, ma i collegamenti non sono ripresi. Gli armatori delle compagnie private hanno inviato al Prefetto di Napoli, all' assessore ai Trasporti della Regione, alla Capitaneria di Porto, alla Circomare Capri ed al Commissariato di Polizia, una nota nella quale avvertono che i collegamenti sono sospesi fino a quando le autorità non daranno garanzie di sicurezza sulle operazioni di ormeggio nel porto di Capri. Anche le amministrazioni comunali di Capri ed Anacapri chiedono alle compagnie di ripristinare le tariffe originarie.

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di Fabio Iacolare
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