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Napoli. Sit-in al Municipio con Nonno e Schifone

Case convitto: Mussolini occupa la stanza della Iervolino


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Case convitto: Mussolini occupa la stanza della Iervolino
01/03/2010, 16:03

NAPOLI – Forse si può tirare un sospiro di sollievo. Forse, perché certe situazioni si possono dire risolte solo quando gli interventi sono nero su bianco. E talvolta nemmeno allora.
Questa mattina, davanti al Comune di Napoli, gli operatori della Federazione Sam (presidente Cesare Romano), quelli della Onlus Campania in Movimento (presidente Chiara Giordano) ed i consiglieri comunali del Pdl Luciano Schifone e Marco Nonno, hanno messo in atto un sit-in per protestare contro il taglio dei finanziamenti alle strutture di accoglienza di minori. Da oltre 22 mesi, infatti, i rubinetti sono stati chiusi per case convitto, case famiglia e centri di prima accoglienza.
I nove milioni di euro da tempo promessi (e ovviamente mai arrivati) servirebbero soltanto a temporeggiare, a dare un po’ di respiro alle associazioni che, in caso contrario, sarebbero costrette a chiudere i centri di accoglienza nel giro di una decina di giorni.
In mattinata è arrivata sul posto anche l’onorevole Alessandra Mussolini, candidata al consiglio regionale per il Pdl. E’ riuscita ad entrare nel Comune, a farsi ricevere nelle “stanze dei bottoni”. Ha parlato con la Iervolino, che ha rassicurato: va tutto bene, i soldi ci sono, si possono stanziare. Manca solo una firma.
Per ottenerla, basta andare agli uffici della Regione e parlare col funzionario Antonio Oddati. Un gioco da ragazzi, insomma.
La delegazione si è spostata così agli uffici della Regione, a via Marina, dove è stata accolta dal funzionario citato dalla Iervolino e dall’assessore Alfonsina De Felice. La situazione, come si è ben presto scoperto, non era così semplice come Rosetta aveva annunciato. Quei nove milioni erano tutt’altro che pronti.
Davanti all’insistenza degli operatori, capeggiati da una battagliera Mussolini, la Regione si è mostrata totalmente accondiscendente. E’ stato trovato un modo per evitare la chiusura, in attesa di uno strumento che possa garantire continuità di finanziamenti.

Un atto con funzione commissariale, da discutere nella prossima seduta del consiglio regionale e da applicare nell’immediato, ovviamente con fondi vincolati alle strutture di accoglienza. Una precisazione importante per evitare che, come è già accaduto in passato, i soldi fossero dirottati ad altro. Adesso si deve aspettare a venerdì, per avere finalmente, nero su carta, la delibera. E, nel giro di pochissimo tempo, anche i soldi. Ma Rosetta non aveva detto che mancava solo una firma? “Il Comune ha degli obblighi, ma spesso si dimentica di rispettarli, - taglia corto la De Felice, - e con questo strumento che abbiamo scelto approfittiamo per ricordaglierlo”.
Deciso e chiaro anche il consigliere comunale Marco Nonno (Pdl). "Quella odierna è stata una manifestazione simbolica - ha dichiarato infatti Nonno - 
per sottolineare l'incapacità e l'inefficienza del governo di centrosinistra oramai arrivato alla frutta".
Il consigliere ha poi incalzato, annunciando la conquista di Palazzo S.Giacomo:"E' evidente il fatto che, partendo dalla provincia di Napoli, il centrodestra potrà garantire la tanto attesa svolta a questa Regione per aprire una nuova stagione di efficienza e buon governo. Noi del Pdl- ha concluso Nonno - abbiamo preparato un progetto serio che ci porterà da qui a pochi mesi direttamente a Palazzo S.Giacomo visto che, anche Napoli, merita una decisa, rapida e concreta inversione di tendenza".


In serata, l'annuncio: la giunta regionale della Campania, su proposta dell'assessore alle Politiche Sociali, ha deliberato un ulteriore finanziamento in favore del Comune di Napoli pari a 9 milioni di euro, per evitare la chiusura delle case famiglia per minori e dei centri socio-educativi semi-residenziali. ''L'opera delle strutture di assistenza per i minori - ha detto l'assessore - e' fondamentale. Con questo ulteriore finanziamento, destinato al Comune di Napoli, siamo certi che verra' scongiurato il pericolo di una loro marginalizzazione, piu' che mai da evitare per insostituibile ruolo che svolgono nell'ambito dei servizi sociali cittadini''

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di Nico Falco
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