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Il centrista al Premier:"Necessario un patto per l'Italia"

Casini archivia l'Udc e lancia il Pdn


Casini archivia l'Udc e lancia il Pdn
23/05/2010, 10:05

TODI - Annunciato da qualche tempo, l'addio definitivo a nome e simbolo dell'oramai già sepola Udc, è stato ufficializzato durante la tre giorni centrista organizzata a Todi e conclosasi ieri. In occasione di quella che è stata presentata a più riprese come un'assemblea per la rinascita delle forze moderate, Pier Ferdinando Casini ha così potuto piantare tre punti cardine per le azioni politiche del prossimo futuro. In primis l'archiviazione dell'unione di centro e dello scudocrociato, il secundis l'avvio del Partito della Nazione con un gruppo dirigenziale under 30 e, in ultimo, un appello a Silvio Berlusconi:"Il premier ammetta che il Paese va a rotoli e che il suo governo non riesce ad affrontare l'emergenza in maniera autosufficiente e noi lo aiuteremo con un "patto per l'Italia" tra maggioranza e opposizione per approvare la manovra anticrisi e fare le riforme".
Per abbandonare ogni forma di nostalgia e rivoluzionare concretamente un partito che appariva anche ai meno attenti come moribondo, Casini ha fatto intendere che tutto andrà cambiato; a partire dal simbolo (che sarà scelto con un concorso lanciato in rete) e dal nome del leader che non sarà più visibile sul logo. Dal palco di Todi Casini ammette infatti che "Non sono sicuro che faremo meglio a cambiare la nostra ragione sociale ma so con certezza che l'atteggiamento nostalgico ci fa restringere la base. Sono profondamente conservatore, ma anche convinto che dobbiamo cambiare per contare, per esistere e lasciare alla spalle la nostalgia su cui non si costruisce la prospettiva".  
Poi il ricordo della vecchia alleanza con il Cavaliere:"Entrammo nel polo delle libertà per portare l'esperienza democristiana, ma oggi quella metafora non esiste più in termini sociali". Per inaugurare con rapidità ed efficacia "una fase che superi la politica degli spot", occorre dunque rilanciare un partito che getti le sue fondamenta sull'azione di numerosi giovani ("tutti under 30") e che proponga un incremento poderoso del "tasso etico", della trasparenza e dell'apertura verso i non credenti.

MAI INSIEME A BERLUSCONI
Il leader moderato accenna brevemente al dubbio, sorto a molti, di una possibile riunione del nuovo Pdn con il Pdl. Un gesto che però "sarebbe vecchio e immorale" dato che "se qualcuno di noi coltivasse l'idea che dopo aver preso voti per stare al centro, in opposizione a Berlusconi, oggi rifluisse nel suo governo". Il ritorno con la maggioranza, quindi, è frutto di "idee umilianti" da "non prendere nemmeno in considerazione".
"Il presidente del Consiglio vada in televisione - tuona Casini - e dica che c'è l'emergenza, la casa brucia e chi ha buona volontà deve entrare, invece di fare come i capponi di Renzo che si beccano mentre il Paese va a rotoli".

"IL DOPPIO FORNO CI HA SALVATI"
In ultimo, riguardo la tanto chiacchierata e critica politica del "doppio forno", il leader del Pdn ha osservato:"Siamo andati avanti da soli pagando un prezzo molto alto. Abbiamo avuto ragione. La politica del 'doppio forno' ha premiato perché ci ha rotto il bipolarimo e ci ha garantito l'autonomia che oggi possiamo esercitare". Un paio di fracciatine finali alla Lega che possiede la "golden Share" nel centrodestra ed all'Idv che "ha bisogno dello scontro cannibalesco per esistere" e tutti a casa.

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di Germano Milite
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