Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Il leader Udc:"Mai parlato di un governo tecnico"

Casini lancia ufficialmente il nuovo partito


Casini lancia ufficialmente il nuovo partito
10/05/2010, 22:05

ROMA - Dietrofront sulle dichiarazioni riguardo la proposta di un governo di salute pubblica ("non ne ho mai parlato") e lancio ufficiale della nuova formazione politica che si chiamerà "Partito della Nazione". Pier Ferdinando Casini apre l'opera di riforma totale dell'Udc, azzera le cariche all'interno dell'unione centrista in attesa degli stati generali di Todi previsti dal 20 al 22 maggio ed invita al tesseramento "tutti gli italiani che ci stanno" .
E a chi gli chiede sel nel progetto sia contemplato anche Gianfranco Fini, arriva la risposta smarcante:"Chiedetelo a lui". Per dimostrare la propria genuina volontà di cambiamento, Casini ha poi affidato a Lorenzo Cesa l'azzeramento di tutte le cariche legate all'esecutivo nazionale dato che "Il partito della Nazione non potra' essere il restailyng dell'Udc. Deve essere qualcosa di profondamente diverso. Il gesto di oggi di Cesa di azzerare gli incarichi e' la dimostrazione che si vuole fare sul serio per interpretare un sentimento nazionale diffuso. C'e' bisogno di ricostruire un sentimento nazionale".
E proprio Cesa sembra ancor più convinto della necessità oramai imrporogabile di riforma generale del vecchi scudo crociato (sceso ancora nei consensi dopo le ultime elezioni:"E' arrivato il momento di dar vita ad un nuovo partito che parli il linguaggio della riconciliazione nazionale, della responsabilita' - sottoline infatti il segretario-. Un partito dell'unita' nazionale, della Nazione, che rimetta insieme il Paese e lo guidi verso il futuro modernizzandolo, riformandolo, facendolo crescere. L'Udc da sola non puo' realizzare un compito tanto ambizioso".
La scelta vuol dunque palesarsi come rivoluzionaria e coraggiosa visto che "Chi governa e anche chi e' all'opposizione, il che e' piu' singolare, pensa che tutto vada bene. Noi - ha tuonato Casini - non pensiamo che le cose vadano bene cosi". Riguardo la dichiarazione sul governo tecnico che tanto aveva infastidito e scosso sia la maggioranza che l'opposizione il leader centrista ha sostenuto che"Il governo tecnico non e' stato mai da me evocato. Ho parlato di governo di ricostruzione nazionale, chiamatelo come volete, mi interessa la sostanza. C'e' bisogno di una pacificazione tra le forze politiche e di fare riforme strutturali importanti che fino ad oggi non vengono fatte e non c'e' la forza politica di dire qualcosa di impopolare agli elettori, per cui affrontare questa realta' significa fare un percorso diverso".
A questo punto lo scudo crociato, sceso al 6,5% negli ultimi sondaggi di Crespi ricerche, tenta di giocarsi il tutto per tutto e di rinnovarsi con annunci che, se realizzati in maniera piena e celere, potrebbero far pensate ad un'effettiva presa di coscienza. Il sentire comune di cui parlano Casini e i suoi, però, è caratterizzato anche da quella sfiducia oramai quasi patologica dell'elettorato nei confronti di chi, da sempre, dice di voler cambiare perchè in realtà convinto di voler lasciare tutto così com'è.
 L'Udc, già sulla via del naufragio, tenta dunque un'operazione di rifondazione che almeno sulla carta appare quasi totale. Ora è probabilmente il momento per chiedere ed esigere un cambiamento vero a chi "azzera le cariche" come da tanti militanti richiesto da tempo. Ora è il momento di tenere gli occhi puntati sul leader moderato e su quello che proporrà. Le premesse positive potrebbero anche esserci; le promesse ci sono sempre state ma non sono mai state mantenute. Si vedrà se la parola di un influente politico vale  più di una poltrona in Parlamento.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©