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"Non possono pretendere il nostro voto"

Casini: "Non saremo i crocerossini di nessuno"

"Bersani ostaggio di Vendola"

Casini: 'Non saremo i crocerossini di nessuno'
23/01/2013, 18:21

ROMA – “Noi amiamo il prossimo ma non siamo crocerossine e il nostro ruolo non può essere quello di fare da supporto ad una vittoria altrui”. Lo dice il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini rispondendo alle domande della stampa estera a Roma. “Capisco – continua - che questa possa essere l'aspirazione di Bersani ma non si può pretendere il nostro voto solo perché non si é avuta la maggioranza in una delle due Camere...”. Dopo aver ricordato che in Italia vige il bicameralismo perfetto e che non c’è l’elezione diretta del premier, la cui nomina spetta al Capo dello Stato, Casini sottolinea che “la parola spetta ai cittadini italiani: quello che io escludo è la possibilità di poter condividere la nostra piattaforma riformista con quella di Vendola”. “La nostra posizione - ha spiegato Casini - è di alternativa a Berlusconi ed è una posizione fortemente competitiva rispetto alla sinistra. Una sinistra dove si muovono cose molto diverse: c’è chi è per un riformismo serio, ma ci sono anche aree che rispecchiano riflessi ideologici del passato. Fortunatamente con Vendola su questo siamo in sintonia: lui si è detto d'accordo con quanto da me affermato sul fatto che un governo insieme a lui sarebbe pura fantascienza”. L'ex presidente della Camera ha ricordato poi che “il governo Monti è stato sostenuto all'inizio da Berlusconi e Bersani” poi il Pdl ha tolto la fiducia e “Berlusconi ha riabbracciato la Lega mentre Bersani ha cercato di rifondare il Pd, in parte con buoni risultati, ma è condizionato da una coalizione sotto l'ipoteca di Vendola”. Quindi, a chi valuta come più probabile che la coalizione montiana guardi al Pd anziché al centrodestra, Casini ha specificato: “noi non siamo disponibili ai pateracchi e non ci ha ordinato il medico di stare al governo. Stare all'opposizione non ci spaventerebbe, visto che ci siamo stati sia con Prodi che con Berlusconi”. Il problema vero, per Casini, è che entrambi i protagonisti di quel “bipolarismo primitivo” quali sono stati Pd e Pdl hanno fatto una scelta all'insegna della nostalgia, tornando insieme, da un lato alla sinistra di Vendola e dall'altro alla Lega di Maroni. L'unico che ha mantenuto la “linea ferma è stato Mario Monti e si capisce, dopo la scelta delle alleanze fatte da chi lo aveva precedentemente sostenuto ha preso la decisione per lui più dolorosa e difficile, ossia quella di capeggiare uno schieramento”. 

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di Valerio Esca
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