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“Quante prevaricazioni, abbiamo fatto ricorso"

Caso De Girolamo, parla l'ex proprietario del bar

Liguori,sfrattato per far posto allo zio della ministra

Caso De Girolamo, parla l'ex proprietario del bar
14/01/2014, 17:47

«Immagini un po' come abbiamo vissuto gli ultimi due anni». Maurizio Liguori è l'ex proprietario dell'ormai famoso bar dell'ospedale Fatebenefratelli di Benevento. Quello finito nelle conversazioni rubate a casa del papà della ministra delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo e chiuso dopo un controllo dei Nas. In questa chiacchierata con Julie.it, Liguori spiega com'è che sono andate realmente le cose.

«Abbiamo presentato un ricorso, ci sono attività giudiziarie in corso ma preferiamo non parlarne ora. Già si è speculato molto su questa vicenda».

Il bar di Liguori, sostituito dalla nuova gestione affidata allo zio della De Girolamo, fatturava una piccola fortuna: 200mila euro all'anno.

«Gli ultimi due anni li abbiamo passati malino – dice Liguori – perché avevamo capito che si stava muovendo qualcosa. A un certo punto, ci hanno detto che avremmo chiuso a fine mese». In realtà, però, da aprile (data di scadenza del contratto non rinnovato) a novembre 2013, l'esercizio resta aperto ugualmente.

«Stranamente è così. La direzione del Fatebenefratelli non ha mai intrapreso alcuna azione giudiziaria nei nostri confronti, nonostante avessimo deciso di restare aperti a oltranza. Finché, poi, sono arrivati i Nas che hanno effettuato un controllo molto approfondito sulla struttura». E, alla luce del loro verbale, l'Asl – quella stessa, secondo le ricostruzioni emerse dalle chiacchierate intercettate, sarebbe controllata dalla De Girolamo – ne ha disposto la chiusura.

Lasciando così spazio libero all'altro bar, costruito – ex novo – in un'altra ala dell'ospedale. Solo che, è notizia di poche ore fa, si è scoperto che i lavori di rifacimento del locale (costruzione dei bagni e ristrutturazione del locale) sono stati effettuati senza autorizzazione. In pratica, il bar dello zio del ministro delle Politiche agricole è abusivo. Di questo aspetto, sono stati interessati Procura, Genio Civile e Regione Campania. Ed è quasi sicuro che, in mancanza di titolo autorizzatorio, sarà aperto un fascicolo, e il bar sarà chiuso.

«Abbiamo cercato di difenderci come abbiamo potuto – dice ancora Liguori – perché l'abbiamo vissuto come una prevaricazione quest'episodio. E poi, quante cose ingiuste uscite sui giornali, quante menzogne. Chi ha detto che noi non volevamo investire? È stata fatta passare l'idea che noi non volessimo investire sull'attività. Falso. E poi: non è vero che è stata fatta una gara e che noi abbiamo offerto meno rispetto all'altro concorrente. Non c'è stata nessuna gara. E questo – conclude Liguori – lo sanno tutti a Benevento. Ma abbiamo fiducia che le cose, prima o poi, verranno raccontate per come sono andate realmente».

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di Redazione
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