Politica / Politica

Commenta Stampa

Sono due le lettere inviate al ministero di Giustizia

Caso escort: minacce di morte al Gurdasigilli Nitto Palma

Nel mirino la decisione di inviare ispettori a Bari e Napoli

Caso escort: minacce di morte al Gurdasigilli Nitto Palma
01/11/2011, 12:11

ROMA – Due lettere, contenenti minacce di morte, sono state recapitate nei giorni scorsi al ministero della Giustizia, indirizzate al Guardasigilli Francesco Nitto Palma. Le minacce fanno riferimento all’inchiesta sulle escort e nello specifico riguarderebbero la decisione di inviare gli ispettori alle Procure di Napoli e Bari, al fine di fare chiarezza sulle sospette violazioni proprio nell’ambito delle indagini relative al caso delle escort. Tali indagini, ricordiamolo, vedono il faccendiere Giampaolo Tarantini accusato di aver procacciato escort per il premier Silvio Berlusconi, e Valter Lavitola, estortore, secondo l’accusa, di forti somme di denaro e regalie ai danni del presidente del Consiglio.
Le missive, subito intercettate dal servizio di sicurezza del ministero, a quanto pare non sarebbero state scritte al computer, ma probabilmente con un normografo e conterrebbero frasi di questo tenore: “Hai mandato gli ispettori a Napoli e Bari, noi te la faremo pagare”. Sarebbero state spedite una quindicina di giorni fa, ma i timbri non si leggono bene e dunque non ne è stata ancora accertata la provenienza. Le minacce sono comunque state prese seriamente, al punto tale che il servizio di protezione nei confronti del Guardasigilli sarebbe stato fortemente rafforzato, mentre nei suoi confronti arriva unanime la solidarietà di tutti i rappresentanti politici.
Per quanto riguarda la decisione di effettuare ispezioni per verificare eventuali irregolarità nella conduzione dell’inchiesta, la prima ha riguardato Bari, dove l’ex pm Giuseppe Scelsi ha accusato il procuratore capo Antonio Laudati di aver ritardato l’inchiesta sul giro di escort. La seconda riguarda invece Napoli, dove gli ispettori sono ancora attesi.



Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©