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Decisione adottata all’unanimità dai garanti del partito

Caso Lusi: per l’ex tesoriere arriva l’espulsione dal Pd

Berlinguer: “Contro tale scelta nessun ricorso è possibile”

Caso Lusi: per l’ex tesoriere arriva l’espulsione dal Pd
06/02/2012, 18:02

ROMA – Riflettori politici puntati sul caso Lusi. Per l’ex tesoriere della Margherita è scattata “la cancellazione dall’albo degli eletti e dall’anagrafe degli iscritti”: in altre parole, benché questa dicitura non esista più nella regolamentazione di un partito, per il senatore Luigi Lusi è arrivata l’espulsione dal Partito Democratico. Decisione, quest’ultima, stabilita all’unanimità dalla Commissione di garanzia del partito stesso. È stato il presidente della Commissione, Luigi Berlinguer, a sottolineare che contro tale scelta non è possibile neanche proporre ricorso. Questa è la massima sanzione prevista, almeno dal punto di vista politico, e Lusi era già stato espulso dal gruppo Pd al Senato. È così, dunque, che il senatore, accusato di aver sottratto 13 milioni di euro dalle casse dell’ex partito, viene dichiarato incompatibile con il Pd, dal momento, è stato specificato, che “sono emerse pesanti responsabilità, che causano un grave danno al Pd”. Per quanto riguarda le indagini, invece, si sta cercando ancora di capire molto. Non si sa che fine abbiano fatto almeno tre dei tredici milioni di euro sottratti ai conti della Margherita: un milione e ottocentomila euro è costato infatti l’appartamento acquistato da Lusi nel pieno centro di Roma, in via Monserrato; altri due milioni e ottocentomila euro per la villa secentesca di Genzano. Cinque milioni sarebbero andati in tasse, ma gli altri tre milioni, movimentati verso la società canadese Luigia, potrebbero essere stati nuovamente trasferiti e su questo gli investigatori attendono gli esiti della rogatoria dal Canada.

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di Antonio Formisano
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