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Il Prof attacca Bersani

Caso Montepaschi: per Monti il Pd sapeva


Caso Montepaschi: per Monti il Pd sapeva
26/01/2013, 09:58

MILANO – Dopo circa 7 ore di assemblea, alla quale hanno preso parte 370 soci in rappresentanza di 942 aventi diritto, è stato dato il via libera degli azionisti del Montepaschi, agli aiuti di Stato attraverso i Monti - bond da 3,9 mld.
L’ad della banca, Fabrizio Viola, ha dichiarato durante una conferenza stampa: “ A nostra conoscenza non ci sono altre casseforti da aprire al Montepaschi. Come ho già detto per poter dire la parola fine occorre terminare il lavoro. L'obiettivo è chiudere entro primi dieci giorni di febbraio. Ancora un po’ di prudenza ci vuole”.
E rispetto al buon andamento del titolo Viola ha precisato: “Vedere un titolo che ritorna ad una volatilità normale significa che il mercato si sta rendendo conto che il problema c'é ma è gestibile”.
Ignazio Visco in un'intervista a Bloomberg tv a Davos rispetto al caso Mps ha dichiarato: “La Banca d'Italia è un organo di vigilanza, non è la polizia delle banche. La Banca d'Italia non fa un'azione di polizia, cura la sana e prudente gestione laddove la gestione sembra imprudente interviene".
Mario Monti è intervenuto anche lui sul caso Monte Paschi di Siena e ha affermato categorico: “Si tratta di fare la massima chiarezza anche dal punto di vista penale ove necessario. Ho piena e totale fiducia nella Banca d'Italia e nei confronti del governatore. Così come ce l'ho nel ministro dell'Economia e delle Finanze”.
E per tranquillizzare gli italiani aggiunge: “I 4 miliardi di Imu vanno allo stato e ci restano, nel caso di Monte dei Paschi di Siena non si tratta di 3,9 miliardi, ma di soldi che verranno rimborsati e con alto tasso di interesse. E non sono 3,9 miliardi, ma di due miliardi perché per il resto sono rimborsi dei precedenti Tremonti-bonds”.
E riguardo al partito di Bersani dice: “Il Pd c'entra in questa vicenda perché ha sempre avuto molta influenza sulla banca e sulla vita politica di Siena. Io non sono qui per attaccare Bersani, ma il fenomeno storico della commistione fra banca e politica che va ulteriormente sradicato perché è una brutta bestia. Poi, lascio ai politici il compito di puntarsi il dito l'uno contro l'altro”.

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di Titti Alvino
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