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E' crisi nel Popolo delle Libertà campano

Caso morale nel Pdl in attesa di Cosentino


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Caso morale nel Pdl in attesa di Cosentino
15/12/2011, 14:12

NAPOLI – Mentre il Pdl attende con trepidazione il verdetto di Montecitorio sull’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, in Campania la compagine politica che fa capo a Berlusconi si spacca sul futuro di quello che resta il primo partito in regione. L’orizzonte per Cosentino non è roseo, specie in considerazione del fatto che sia la Lega che l’Udc sono orientate a votare a favore dell’autorizzazione a procedere da parte dei giudici. Intanto la prima voce che si alza è quella dell’assessore regionale e coordinatore cittadino del Pdl, Marcello Taglialatela che, gettando acqua sul fuoco delle polemiche che hanno investito il coordinatore regionale, si appella al buon senso di Alfano, esortandolo a considerare i risultati raggiunti. Landolfi invece invoca l’assise della nomenclatura politica locale, mentre chiede a Cosentino un incontro con i vertici nazionali in vista di circostanze negative. Intanto sulla ricaduta politica scende in campo anche il governatore Stefano Caldoro, preoccupato delle ripercussioni della vicenda sull’opinione pubblica. Ma oltre al problema del coordinamento regionale che, sarà affidato sicuramente ad un commissario in attesa dei congressi già preannunciati da Alfano, a preoccupare sono i doppi incarichi di alcuni parlamentari come Nespoli, Cesaro, Sibilia e Cirelli che nonostante l’out out etico ed il momento di profonda ristrettezza economica, continuano ad incassare i benefici dei loro ruoli. In ultima analisi, però, e giudicando il momento di profonda crisi in cui versa il PDL in Campania, le soluzioni Taglialatela, Labocetta, come anche lo stesso Landolfi non sembrano le più auspicabili, anzi, appaiono le meno indicate in considerazione dell’attaccamento al partito a seconda della convenienza e del ritorno personale. E’ proprio questa mancanza di spessore e di peso specifico di queste figure minori che genera l’inquietudine del dopo Cosentino, l’unico personaggio politico che, che se ne dica, ha funto da collante e da propulsore ad una compagine politica che in Campania è partita da zero.

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di Rosario Lavorgna
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