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Alfano: “Necessaria commissione parlamentare d'inchiesta”

Caso Mps: Scontro tra Tremonti ed il Professore


Caso Mps: Scontro tra Tremonti ed il Professore
30/01/2013, 09:51

ROMA - In tempo di campagna elettorale la questione Mps coinvolge tutti, si innesca la polemica ed iniziano le accuse incrociate. Mentre il Professore fa dichiarazioni sul caso, anche Tremonti ritorna all’attacco.
“ E’una vicenda sulla quale la magistratura deve andare fino in fondo, su cui la Banca d'Italia vigila e il ministro Grilli ha riferito alla Camera. Ma non getta ombre sul sistema bancario italiano che ha retto alla crisi meglio di altri paesi”, ha dichiarato il Premier uscente che poi non ha preso parte alla riunione congiunta delle commissioni Finanza di Camera e Senato. Critiche giungono dall’ex ministro dell'Economia del governo: “Capisco che dopo 53 fiducie ci sia un clima disciplinato anche in occasioni gravi come questa che avrebbe meritato una discussione ampia e non limitata. Eviterò la stampa estera per ragioni di prudenza. Ma dopo farò una conferenza stampa. Non sono d'accordo su ‘o in dissenso o non parli’. Meglio parlare all'esterno”, riferendosi alla volontà del presidente della commissione Finanze di Montecitorio, Gianfranco Conte, di dare un apporto “in dissenso” dopo la relazione di Grilli. Puntuale l’intervento del leader del’Udc: “Chiederei un'eccezione per il ministro Tremonti, per non destare uno scandalo perché lui non può parlare. Nessuno vuole fargli un piacere del genere. Vuole fare un discorso serio o la campagna elettorale?”. Tremonti specifica : “Non ho chiesto un trattamento di privilegio. Voglio che tutti parlino senza vincoli” ed aggiunge la sua critica verso l’operato di Grilli: “Grilli dovrebbe riferire dei contenuti dell'incontro di lunedì mattina a Milano con Mario Draghi. Se ce lo dice, contribuisce alla chiarezza del dibattito”, conclude. Intanto, l’ex ministro del governo Berlusconi lancia commenti e provocazioni su Twitter : “Siamo stati invitati alla prudenza. Il presidente della Repubblica ha definito questo caso molto grave. Per Monti, è invece un caso di ordinaria amministrazione, vorrei sapere per lui quali siano i casi di ordinaria amministrazione per avere la sua presenza''. Alfano continua la polemica, proponendo una commissione parlamentare d’inchiesta ed avanzando un parallelismo tra il presente e il passato : “Siamo dinanzi a un grande scandalo, al pari di quello che travolse la sinistra alla fine dell'800 con la Banca Romana. Monti ha alzato la voce come un turista che arriva ora, ma chi ha ricoperto Mps di soldi? Né sinistra, né Monti possono sottrarsi alle domande. Non può esserci un'altra vagonata di soldi, a prescindere dall'accertamento delle responsabilità”. Contrario alla suddetta proposta è Casini. Altra è la posizione del leader del Pd sulla commissione d’ inchiesta : “Non ho nessun problema, ci vorrebbe una verifica parlamentare sui derivati, su questi meccanismi finanziari”.

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di Rosa Alvino
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