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Nelle nuove carte i nomi di D’Alema e Fasolino

Caso Papa, indagata anche la moglie: Lady Rodà

La coppia è accusata di concorso in concussione

Caso Papa, indagata anche la moglie: Lady Rodà
04/08/2011, 12:08

NAPOLI – Bisognerà attendere ancora qualche giorno per sapere se Alfonso Papa, deputato Pdl finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta P4, potrà tornare a casa per gli arresti domiciliari, come lui e i suoi legali a gran voce chiedono, o se gli toccherà trascorrere l’estate nel carcere di Poggioreale. Il tutto, infatti, è passato nelle mani del Tribunale del Riesame, al quale spetterà l’ultima parola in materia.
L’inchiesta, intanto, va avanti e sembra arricchirsi di nuovi colpi di scena. Nel giro di nuove accuse e nuovi interrogatori, la Procura di Napoli ha depositato altri atti contro il parlamentare. L’ultimo colpo di scena riguarda l’iscrizione nel registro degli indagati della moglie di Alfonso Papa, Tiziana Rodà, per concussione in concorso con il marito in riferimento ad alcuni bonifici bancari effettuati da Enel ed Eni. Un reato che si sarebbe consumato con l’affidamento di incarichi professionali alla consorte dell’ex magistrato ai due enti per l’energia. Viene a delinearsi così un nuovo scenario, all’interno del quale tanto il parlamentare Papa quanto la moglie, Tiziana Rodà, sono indagati nello specifico per concorso in concussione in riferimento alle consulenze che Rodà ha ottenuto in passato con Eni ed Enel, dove, secondo i pm Curcio e Woodcock era determinante l’influenza di Bisignani.
Ma non solo. Nelle 130 pagine presentate dai pm napoletani si tira in ballo anche la fondazione di Massimo D’Alema, “Italianieuropei”. Il trait d’union in questo caso sarebbe Vincenzo Morichini, amico di Papa e molto legato al leader Ds: i titolari dell’inchiesta P4, Henry John Woodcock e Francesco Curcio, infatti, intendono ascoltarlo nei prossimi giorni. L’altro nome venuto fuori è quello dell’imprenditore Marcello Fasolino, che in un interrogatorio ricorda di aver versato ad Alfonso papa soldi nel 2011: una presunta tangente che tra l’altro, essendo stata versata a Napoli, non lascia dubbio alcuno sulla competenza territoriale della Procura di Napoli su questa vicenda.

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di Antonio Formisano
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