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Sono 319 i voti a favore, 293 i contrari

Caso Papa, sì della Camera all’arresto

Il Senato respinge i domiciliari per Tedesco

Caso Papa, sì della Camera all’arresto
20/07/2011, 19:07

ROMA - Con 319 voti a favore e 293 contrari, l'Aula della Camera ha concesso l'autorizzazione all'arresto del deputato del Pdl Alfonso Papa. Le votazioni si sono svolte in modo segreto. Nessuno, ne' dai banchi della maggioranza ne' da quelli dell'opposizione, ha pronunciato una parola, ne' tantomeno ha applaudito. A rompere il silenzio dell’aula, ci ha pensato però il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che ha battuto la mano sul tavolo in segno di disappunto. “E' una vergogna, una vera vergogna”, ha detto il premier a chi lo ha incontrato nella sala del governo di Montecitorio.

E’ stato proprio Alfonso Papa il primo ad alzarsi in piedi e ad uscire dall'aula, seguito dal collega Renato Farina, che gli ha messo una mano sulla spalla.

“Siamo stati coerenti, abbiamo detto si all’arresto”, ha sottolineato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni ai cronisti che gli domandavano se dunque la Lega avesse votato a favore della richiesta dei magistrati.

Da Palazzo Madama, invece, arriva la bocciatura all'autorizzazione degli arresti domiciliari avanzata dalla magistratura nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità in Puglia per il senatore del Pd, Alberto Tedesco passato poi nel gruppo misto. 151 i voti contrari, 127 a favore e 11 gli astenuti.


DOPO IL VOTO

E se dopo la lettura dei voti in aula c’è stato un silenzio tombale, certo non si può dire lo stesso del seguito. Spintoni ed insulti l’hanno fatta da padrone al Senato, mente  alla Camera si è quasi sfiorata una rissa.

Nel primo caso il diverbio è avvenuto tra Domenico Gramazio del Pdl e il senatore del Pd Paolo Giaretta, sui voti in più per il no all'arresto. In un primo momento Gramazio si era rivolto alla senatrice Albertina Soliani ed erano volati apprezzamenti pesanti, poi le urla hanno richiamato l'attenzione di tutti i senatori, che sono accorsi allentando così la tensione. Alla Camera, invece, si stava per giungere alle mani tra il deputato del Pdl Enzo D'Anna e l'esponente dell'Udc Angelo Cera, dopo la votazione sull'arresto di Alfonso Papa. Per dividere i due, oltre ad alcuni commessi, è intervenuto Pier Ferdinando Casini. Il diverbio è nato sullo strascico di quanto accaduto in Aula poco prima: D'Anna dice di essersi rivolto a Cera ricordandogli che nelle carte relative alla P4 e a Bisignani, Cesa viene nominato più volte. A questo punto il deputato del Pdl gli ha chiesto se “qualora dovesse arrivare la richiesta di arresto per Cesa, si comporteranno alla stessa maniera”. Tanto è bastato, secondo la ricostruzione di D'Anna, per accendere gli animi.

 

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di Rossella Marino
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