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Di Censo: "Abuso della qualità di Presidente del Consiglio"

Caso Ruby: Berlusconi sarà giudicato da tre donne

Turri, D'Elia, De Cristofaro i giudici per udienza di aprile

Caso Ruby: Berlusconi sarà giudicato da tre donne
17/02/2011, 18:02

Tutte rosa le toghe che giudicheranno Berlusconi sul caso Ruby. I giudici del premier saranno: Giulia Turri, Carmen D’Elia e Orsola De Cristofaro, membri della IV sezione penale del Tribunale di Milano. L’udienza fissata per il 6 aprile, vedrà il Presidente del Consiglio giudicato per i reati di concussione aggravata e favoreggiamento alla prostituzione minorile. Il rinvio a giudizio deciso da un’altra donna, il gp  Cristina Di Censo che scrive che Berlusconi agì “sicuramente con abuso della qualità di Presidente del Consiglio, ma, altrettanto certamente, al di fuori di qualsiasi prerogativa istituzionale e funzionale propria del presidente del Consiglio dei ministri, al quale nessuna competenza spetta in materia di identificazione e affidamento dei minori e che, più in generale, non dispone di poteri di intervento gerarchico nei confronti dell'autorità della polizia di Stato ovvero della polizia giudiziaria, impegnata nell'espletamento di compiti d'istituto”. I fatti riguardano la notte in cui Ruby venne rilasciata e affidata alla consigliere regionale Nicole Minetti, quando la minorenne marocchina venne accusata di furto e portata in questura per essere identificata. Nelle pagine del decreto del gp vengono ricostruiti i fatti di quella notte e non solo: riferimenti anche alle serate che Ruby avrebbe trascorso ad Arcore. Nel documento si legge che “le molteplici fonti di prova acquisite, di natura dichiarativa, documentale, intercettativa e investigativa pura, convergono nel senso della ricostruzione delittuosa prospettata dall'accusa né, allo stato degli atti, tali esiti probatori paiono efficacemente contrastati dai contenuti delle investigazioni difensive, che in più punti stridono in termini netti con le acquisizioni dell'indagine pubblica, di talché la sede naturale della dialettica probatoria che già si profila è, a maggiore ragione, quella processuale richiesta dal pm”.


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di Maria Grazia Romano
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