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Atti alla Camera. La Giunta si riunisce mercoledì

Caso Ruby: centrale il ruolo di Nicole Minetti

I pm: "Procediamo sereni. La legge è uguale per tutti"

Caso Ruby: centrale il ruolo di Nicole Minetti
17/01/2011, 11:01

Si tratterebbe di un vero e proprio manuale d’istruzione per le ragazze di Arcore. Chi lo ha letto assicura che il faldone, contenente 300 pagine riguardanti gli atti dell’indagine sul premier, contenga “prove schiaccianti” contro il presidente del Consiglio. Le indagini, infatti, accertano il ruolo sempre attivo e presente di una donna in particolare: Nicole Minetti, la consigliera regionale della Lombardia, ex igienista dentale, cui il Cavaliere aveva affidato la gestione degli appartamenti del quartier generale di via Olgettina a Milano 2. Fu la stessa Minetti, come è scritto nei decreti di perquisizione, ad accompagnare Ruby la prima volta ad Arcore, la sera del 14 febbraio scorso. Fu sempre la stessa Minetti che, la notte tra il 27 e 28 maggio 2010, fu preannunciata al telefono dal Cavaliere alla Questura di Milano come “delegata per la presidenza del Consiglio”, per prendere in carico la minorenne marocchina Ruby. Prima che la diciassettenne straparlasse, magari, delle otto notti trascorse ad Arcore fra febbraio e maggio. Ma quale sarebbe il ruolo di questa First Lady, sempre al fianco del presidente del Consiglio? Nella tesi accusatoria pare che sia centrale il suo ruolo. “Ti devo briffare, ne vedrai di ogni!”: Stando a quanto pubblicato da “Il corriere della sera”, sarebbero queste le parole utilizzate dalla Minetti in una intercettazione telefonica, in cui invita una sua amica riminese, studentessa universitaria della quale era stata compagna di scuola, a una delle cene di Arcore. Dunque, non solo reclutare e selezionare ragazze per le feste di Berlusconi ad Arcore, ma anche addestrarle, istruirle su cosa vedranno e faranno a casa del premier. Dalle intercettazioni telefoniche appare questo il compito principale di Nicole Minetti. Intanto questa mattina il faldone è arrivato alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera e la domanda di autorizzazione ad eseguire perquisizioni domiciliari nei confronti del deputato Berlusconi, avanzata dalla procura della Repubblica di Milano è stata consegnata. Il plico contiene il decreto con cui si chiede il via libera per perquisire l'ufficio di Giuseppe Spinelli, uomo di fiducia del premier, alla ricerca di eventuali tracce di pagamenti alle giovani ragazze, ospiti ai festini ad Arcore. Contiene, inoltre, l'invito a comparire al premier e allegati, con le "fonti di prova", che per l'accusa proverebbero che il presidente del Consiglio non ha solo commesso il reato di concussione, ma anche quello di prostituzione minorile per presunti atti sessuali con Ruby: intercettazioni, analisi dei tabulati e delle celle telefoniche, testimonianze e pare anche documenti di versamenti di denaro. Intanto i pm fanno sapere che, in virtù dell'articolo della Costituzione che sancisce l'uguaglianza dinazni alla Legge per tutti i cittadini, proseguono in totale "serenità" il loro lavoro. La Giunta, infatti, inizierà l'esame degli atti da mercoledì. "La domanda - si legge in una nota -, come da prassi costante, verrà immediatamente stampata distribuita e messa a disposizione sul sito internet della Camera priva dei relativi allegati”. L'incartamento integrale sarà quanto prima messo a disposizione dei componenti della Giunta per le autorizzazioni che potranno consultarlo presso gli uffici della Giunta medesima in presenza del personale addetto e senza la possibilità di estrarne copia.

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di Antonio Formisano
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