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Pd e Popolo Viola in piazza contro il processo breve

Caso Ruby, le reazioni dopo il voto in Parlamento

Fini:"L'intera vicenda fa male all'Italia"

Caso Ruby, le reazioni dopo il voto in Parlamento
05/04/2011, 22:04

ROMA - 314 i sì e 302 i no: la maggioranza tiene di nuovo banco e, anche se con una manciata di voti, riesce a far approvare Il conflitto d'attrbuzione tra poteri dello Stato sul caso Ruby.
Come spiegato in numerose occasioni, il fine ultimo della votazione è quello di trasferire il processo dal tribunale di Milano direttamente a quello dei Ministri. La presunta concussione, infatti, viene indicata dai sostenitori del conflitto d'attribuzione come un reato di ordine ministeriale. Tuttavia, nonostante la tenuta del cuscino parlamentare pro-Berlusconi, Niccolò Ghedini non dimostra particolari entusiasmi e, anzi, si dice convinto che in ogni caso "i giudici di Milano faranno quello che vogliono".

PIENONE PER LA VOTAZIONE
Dopo la votazione odierna, sarà l'ufficio di presidenza della Camera a stabilire chi sarà l'avvocato che avrà il compito di compilare il ricorso da presentare alla Corte Costituzionale. In ogni caso, alla chiamata al voto hanno risposto praticamente tutti i parlamentari e, caso raro, i banchi del governo erano straripanti.
Contestualmente, come di consueto, tra maggioranza ed opposizione è guerra aperta sui numeri. Per Dario Franceschini i 12 voti di differenza confermano che i 330 parlamentari a cui vorrebbe arrivare il premier sono "un miraggio". Denis Verdini ed Umberto Bossi, invece, commentano con soddisfazione il risultato odierno e si dicono convinti che la coalizione di centrodestra crescerà maggiormante nei prossimi mesi.

MANIFESTAZIONI CONTRO IL PROCESSO BREVE
Oltre al caso Ruby, a destare parecchio interesse tra gli antiberlusconiani c'è anche il tanto discusso processo breve. E' oramai certo che, anche a causa dell'ostruzione dell'Idv, nulla del provvedimento verrà approvato prima della prossima settimana. Intanto il Popolo Viola ed Articolo 21 hanno organizzato un presidio a Piazza Montecitorio. Con loro anche Rifondazione Comunista, Sinistra e Libertà e persino un gruppo di Futuro e Libertà. Il Pd, invece, ha optato per una manifestazione al Pantheon che è partita alle ore 18 e che ha visto anche la partecipazione del segretario nazionale Pierluigi Bersani.

FINI E DI PIETRO
Decisamente al fulmicotone le dichiarazioni che  Antonio Di Pietro ha voluto rivolgere alla piazza:"Prima che si passi dalla manifestazione alla rivolta vera e propria - ha suggerito il leader Idv -, invito i cittadini a dare seguito a un referendum politico che metta con le spalle al muro il presidente del Consiglio e indichi, al presidente della Repubblica, la dicotomia ormai esistente tra una maggioranza numerica in parlamento e una maggioranza politica che non c'è più".
Abbastanza diverse sono state invece le riflessioni fatte da Gianfranco Fini durante Ballarò. Secondo il presidente della Camera, infatti, il processo Ruby fa molto "
male alla credibilità di tutto il sistema, quindi anche alla politica italiana. Anche per alcuni aspetti che vanno sottolineati con onestà. Il fatto che siano utilizzate nelle carte processuali delle intercettazioni relative a utenze del presidente del Consiglio e che quindi come tali dovevano essere distrutte, non fa male alla politica, fa male al sistema Italia"
In ultimo, su peso della maggioranza e voto anticipato, il leader di Fli non ha dubbi:"l'Italia ha tali e tanti problemi da rendere indispensabile un governo capace di affrontarli. È noto che il mio giudizio sull'operato del governo Berlusconi da questo punto di vista è negativo. Poi devo ricordare a me stesso che la maggioranza c'è ancora. Forse è più numerica che politica, ma c'è ancora".

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di Germano Milite
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