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Di Pietro: "Se non si presenta lo prendiamo per un orecchio"

Caso Tarantini: Berlusconi rischia accompagnamento coatto

Quattro nuove date disponibili. "Ora il premier scelga"

Caso Tarantini: Berlusconi rischia accompagnamento coatto
13/09/2011, 21:09

ROMA - Pare non ci sia più scampo per il presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi o si presenterà spontaneamente dinanzi ai giudici napoletani o si valuterà l’ipotesi di condurlo lì con “forza”. È questa la sintesi dell’ultimo atto giudiziario notificato al premier: ci sono quattro giorni disponibili, che vanno da giovedì, 15 settembre, a domenica, 18 settembre, entro i quali Silvio Berlusconi dovrà farsi interrogare come testimone e parte lesa nell’inchiesta Tarantini. Sarà lui stesso a scegliere la data e inoltre nella nuova citazione giunta questa mattina, nella quale viene chiesto al premier di indicare anche un orario valido per il giorno che lui stesso sceglierà (la disponibilità va dalle ore 8 alle ore 20 per ogni giorno dei quattro), gli inquirenti chiedono al premier di dare una risposta entro e non oltre domani e entro e non oltre le ore 14. Se entro domani non sarà data nessuna risposta, la Procura partenopea valuterà la mancata indicazione come una “mancata comparizione”. Questo significa che potrebbe partire la richiesta di accompagnamento coattivo, così come previsto dalla legge. In altre parole, in questo caso gli ufficiali di polizia giudiziaria andranno a prendere il presidente del Consiglio per portarlo davanti ai magistrati partenopei, previa autorizzazione della Camera, essendo Silvio Berlusconi un deputato. Premier con le spalle al muro? A quanto pare si, a meno che non riesca a trovare un legittimo impedimento che guarda caso vada a coincidere con le quattro date indicate dai pm e nelle fasce orarie indicate dagli stessi. Berlusconi, com’è noto, oggi avrebbe dovuto vedere i pm a palazzo Chigi, ma si trova a Bruxelles e Strasburgo per presunti impegni istituzionali. Per i magistrati, intanto, è ancora valida l’esigenza di una sua testimonianza diretta per fare luce sullo scandaloso caso Tarantini.

Approfondimenti a cura di Valerio Esca:

I commenti del mondo politico:
Antonio Di Pietro: «I magistrati hanno fissato quattro date, se Berlusconi non va a Napoli non è più il presidente del Consiglio ma un delinquente che si vuole sottrarre alla giustizia. A quel punto è giusto l'accompagnamento coatto: che vadano i carabinieri a prenderlo per un orecchio come uno scolaretto». «Le ispezioni sono come un boomerang - prosegue Di Pietro -, specie in questo caso. Perchè il problema non è la procura di Napoli ma il presidente del Consiglio che si inventa una storiella per non andare dai magistrati come un brigantello di periferia», ha aggiunto il leader dell'Idv. 

Felice Belisario: «La richiesta di invio degli ispettori alla procura di Napoli da parte di alcuni esponenti della maggioranza ha un sapore ricattatorio e può essere considerato come un ennesimo tentativo di picconare la magistratura». Lo ha detto il presidente dei senatori dell'Italia dei valori, Felice Belisario. «Il presidente del Consiglio più imputato della storia -aggiunge- non certo per colpa dei giudici, ha il dovere di presentarsi visto, tra l'altro, che si tratta di persona informata dei fatti e vittima di un'estorsione. Perchè non vuole andare a depositare? Vuole per caso coprire qualcuno o qualcosa?». «Se non ha nulla da temere, vada dai giudici e spieghi come stanno le cose evitando di passare per la befana perchè non gli crede nessuno. Il suo tergiversare -conclude Belisario- pone un altro interrogativo: ma siamo sicuri che sia solo ricattato?».
 
Arturo Iannaccone: «Ci troviamo ormai in una situazione assurda: una parte della magistratura, con disarmante e sconcertante disinvoltura, annuncia a mezzo stampa le iniziative giudiziarie che riguardano il presidente del Consiglio,venendo meno così all'obbligo di riservatezza che dovrebbe sempre caratterizzare chi opera e chi guida una procura della Repubblica. Auspichiamo un pronto intervento del Csm affinchè valuti e censuri un comportamento inspiegabile, ingiustificabile e che, alla luce della maniacale attenzione giudiziaria nei confronti del Premier, assume un sapore eversivo.» Lo afferma il segretario di Noi Sud e deputato di Popolo e Territorio.

Fabrizio Cicchitto:
 «La procura di Napoli, che ha esteso la sua competenza anche a ciò che avviene a Bari e a Roma, non finisce di stupirci: essa definisce difensiva, non si sa se intenzionalmente o per un lapsus freudiano, la memoria del presidente Berlusconi, commenta i fatti in diretta radiofonica quasi che ci si trovi di fronte ad una dialettica politica e non ad una vicenda processuale, anticipa anche il percorso dal quale dipenderà se Berlusconi rimarrà parte lesa o diventerà imputato». È quanto afferma il capogruppo Pdl alla Camera dei deputati. «Comunque -aggiunge- siamo di fronte ad una situazione assai inquietante: una procura non competente sta svolgendo indagini che a loro volta rendono pubbliche intercettazioni che dovrebbero essere riservate ed in questo modo già si celebra un primo processo con tanto di sentenza anticipata. È semplicemente incredibile -conclude Cicchitto- che il Csm assista silenzioso e inerte a tutto ciò che dà il segno di una situazione del tutto allo sbando». 

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di Antonio Formisano
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