Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Nel nuovo DL "anti-stupri" approvato oggi in CDM

CDM approva DL sugli stupri, via alle ronde


CDM approva DL sugli stupri, via alle ronde
20/02/2009, 12:02

"Stranieri che vivete in Italia, statevene chiusi in casa. Chi esce lo fa a proprio rischio e pericolo". Questa potrebbe essere la sintesi del decreto legge approvato oggi in Consiglio dei Ministri, che dovrebbe riguardare norme anti-stupro (e in quanto decreto, immediatamente esecutivo). Infatti, la notizia principale è che viene approvata l'utilizzazione delle ronde padane (o megli delle ronde squadriste, come è più corretto chiamarle), cioè di gruppi di cittadini che possono andare in giro a picchiare chiunque non gli stia a genio. Certo, ufficialmente, come ha detto il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, "vengono riconosciute prioritariamente quelle formate da associazioni di ex carabinieri, appartenenti alla Polizia di Stato, alle forze armate o ad altri corpi dello Stato". Ma, visto che finora, coloro che si sono divertiti ad aggredire e massacrare di botte rumeni ed extracomunitari hanno goduto del più completo anonimato e di un buon disinteresse da parte delle Forze dell'Ordine, c'è poco da stare attenti, per chi non parla bene l'italiano.
Mi viene in mente un episodio, negli anni '30. Un allora giovanissimo Sandro Pertini che va in giro con una cravatta rossa, viene fermato da un gruppo di squadristi che lo apostrofano con un "Vediamo se il tuo sangue è rosso come la cravatta", prima di picchiarlo a sangue. Tra quanto lo vedremo succedere nelle nostre strade?
Infatti questa legge è perfettamente inutile, visto che in Italia gli stranieri compiono in media 150-200 stupri all'anno contro i 5000 circa commessi da italiani nelle quattro mura domestiche.



Aggiornamento:
DI seguito, il riassunto del testo del decreto legge.

un decreto-legge per l’adozione immediata di incisive misure di contrasto a reati (in particolare quelli legati a violenza sessuale) la cui recrudescenza sta creando allarme sociale per frequenza ed efferatezza; le norme, già presentate al Parlamento e riversate in questo provvedimento per garantirne un’immediata efficacia, prevedono tra l’altro l’obbligatorietà della custodia cautelare in carcere per reati particolarmente odiosi (violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, prostituzione minorile e pedopornografia, turismo sessuale) nonchè l’esclusione dei benefici dell’affidamento in prova e della semilibertà per i condannati, particolari misure di prevenzione quali la possibilità che i sindaci, previa intesa coi Prefetti, si avvalgano di forme di collaborazione da parte di associazioni di cittadini (non armati) utili a segnalare casi di disagio sociale o che possano recare pregiudizio alla sicurezza. A tutte le vittime di violenza sessuale viene garantito il gratuito patrocinio a spese dello Stato. Il decreto assegna al Ministero dell’Interno maggiori risorse per 100 milioni di euro e prevede l’assunzione di circa 2500 unità di personale delle Forze di polizia. In coerenza con la direttiva europea, il trattenimento di stranieri irregolari può essere protratto fino ad un massimo di sei mesi.Viene introdotto nell’ordinamento il reato di “atti persecutori” (cosiddetto “stalking”) per sanzionare minacce e molestie reiterate che potrebbero evolversi in violenza sessuale o omicidio. Sanzioni ancora maggiori se il reato è commesso dall’ex partner o nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili. Il decreto-legge istituisce tra l’altro un numero verde per le vittime.

In particolare, si possono notare alcuni dettagli: innanzitutto, non è previsto alcuna forma di controllo su questi gruppi di cittadini. Poi è vero che si dice "non armate", ma per legge andare in giro con un bastone o una spranga, non è considerata un'arma, ma un oggetto atto ad offendere. Quindi "non armate" è un termine ingannevole. Poi, abbiamo un decreto incostituzionale, qualificato così per bocca dello stesso Presidente del Consiglio. Infatti, il decreto legge è possibile solo quando ci sono situazioni di "necessità ed urgenza", dice la Costituzione. Ma lo stesso Berlusconi ha detto che non è una situazione di emergenza, perchè gli stupri nel 2008, per merito suo, sono scesi del 10%; allora dove sono i requisiti di necessità e urgenza?Infine, invito a riflettere su una cosa: se io faccio la ronda e vedo uno che sta puntando la pistola su qualcuno, che faccio? Chiamo la polizia? Ma prima che avvenga, l'omicidio è già avvenuto. Se io intendo stuprare una donna, non mi metto certo sul vialone principale della città; me ne vado in un angolo nascosto. E così via.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©