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Si tratta di Polidori, Misiti, Galati e Viceconte

Cdm, nuovo giro di nomine last minute: 4 i “ricompensati”

Bersani: “Sembra il mercato di Porta Portese”

Cdm, nuovo giro di nomine last minute: 4 i “ricompensati”
15/10/2011, 09:10

ROMA – Incassata la nuova fiducia a Montecitorio, Berlusconi si è subito messo a lavoro e nel Consiglio dei ministri convocato poco dopo il voto alla Camera ha già sfornato le sue nuove 4 nomine. Due nuovi sottosegretari e due nuovi viceministri vanno a rafforzare la squadra di governo, ma è subito polemica per quello che in molti hanno bollato come “ultimo pacchetto last minute” del premier. Venendo ai 4 fortunati, si tratta dell’ex finiana Catia Polidori, famosa per aver salvato Silvio Berlusconi già il 14 dicembre 2010, dandogli la fiducia all’ultimo minuto e contrariamente alle indicazioni di quello che era il suo gruppo parlamentare di appartenenza (Fli). La Polidori viene ora ricompensata per il suo lavoro di fedeltà mostrato al premier con la nomina di viceministro allo Sviluppo Economico. L’ex dipietrista Aurelio Misiti, passato il 3 febbraio 2011 dall’Mpa al Gruppo Misto, sarà viceministro alle Infrastrutture. Entrano a far parte del governo, con il titolo di “ricompensati di Berlusconi”, anche Giuseppe Galati (ora sottosegretario all’Istruzione) e Guido Viceconte (ora sottosegretario all’Interno).
Non mancano le polemiche sul nuovo pacchetto di nomine. Non è solo l’opposizione a far sentire la sua voce e a parlare di “cambiali” pagate da Berlusconi per l’ennesima fiducia sul filo dei voti: questa volta lo scontento aleggia anche tra i parlamentari del Pdl, in primis gli scajoliani, o comunque tra coloro che avrebbero voluto ricevere un riconoscimento per la fiducia prestata, ma invece sono rimasti esclusi anche da questo nuovo giro di nomine. I commenti più duri arrivano da Pierluigi Bersani e Antonio Di Pietro: se per il primo la maggioranza si comporta "come se avesse aperto un banco del mercato a Porta Portese", per il leader dell’Idv si è passati “dalle bustarelle pagate dai corruttori alle nomine ministeriali”. Sta di fatto comunque che malumori e sospetti si abbattono anche sulla squadra di governo dello stesso premier, tra coloro che, dopo questa 51esima fiducia, non portano a casa nulla.

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di Antonio Formisano
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