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Sono stati varati nuovamente dopo la sentenza della Consulta

Cdm: ok ai licenziamenti dei "furbetti del cartellino" nella PA


Cdm: ok ai licenziamenti dei 'furbetti del cartellino' nella PA
17/02/2017, 16:53

ROMA - Il Consiglio dei Ministri ha varato due dei tre decreti legislativi relativi alla riforma Madia, parzialmente modificata dalla Corte Costituzionale. Il primo decreto riguarda i cosiddetti "furbetti del cartellino" della Pubblica Amministrazione, cioè coloro che sono dipendenti pubblici e timbrano il cartellino all'entrata per poi uscire e non andare al lavoro. Per loro resta la procedura già prevista: sospensione entro 48 ore da quando il fatto viene scoperto e licenziamento entro 30 giorni. Inoltre, potrà essere esercitata la stessa sanzione contro i dirigenti che non agiscono per punire i dipendenti infedeli. Sono stati anche ampliati i termini per agire civilmente contro di loro e chiedere un risarcimento danni. Per coloro che non vengono colti in flagranza, i tempi per il licenziamento sono ridotti a 3 mesi, con la stessa procedura rapida. 

Il secondo decreto riguarda le partecipate. Ogni Regione dovrà stilare un elenco preciso delle partecipate che non rispondono ai requisiti minimi (non devono avere un fatturato sotto un milione di euro, nè più amministratori che dipendenti) e che vanno eliminate. Si potranno fare eccezioni "in ragione di precise finalità pubbliche". Entro il 31 luglio invece dovranno essere inserite le novità negli statuti delle società partecipate. Modificata anche la norma sull'amministratore unico: non sarà più obbligatorio; si potrà conservare il Consiglio di amministrazione con una delibera motivata del Consiglio Regionale. 

Il terzo decreto, che è stato rimandato alla prossima settimana, riguarda i dirigenti medici delle Asl. 

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di Antonio Rispoli
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