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Bloccata pure la riforma sul merito di Profumo

Cdm: salta il decreto sviluppo di Passera, mancano i soldi

Monti: “Su Rai e Agcom decido io”

Cdm: salta il decreto sviluppo di Passera, mancano i soldi
08/06/2012, 09:06

ROMA – Salta il decreto sviluppo preparato dal ministro Corrado Passera. Il Consiglio dei ministri, riunito nel pomeriggio di ieri a palazzo Chigi, diversamente da quanto preannunciato non affronta i due testi preparati dal numero uno di via Veneto.
A saltare, assieme alla riforma degli incentivi e al rilancio del mercato immobiliare, è anche la riforma sul merito del ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo. Il motivo?Mancano i soldi. Una motivazione che non convince. Tensione si è creata soprattutto attorno ai testi di Passera, al quale si era chiesto di sfilare dai suoi provvedimenti le misure più costose. L’ ex ad di Intesa non ne ha voluto sapere: in questo modo i provvedimenti sarebbero stati svuotati. Nel mirino sono finiti passaggi chiave come la norma che prevede di portare a un milione la possibilità per le imprese di compensare i crediti e i debiti con il fisco e il maxi incentivo da 600 milioni per le aziende che investono in ricerca. Così come il bonus sulle ristrutturazioni edilizie che Passera avrebbe voluto portare al 50%.
Insomma non avendo raggiunto l’accordo, il Cdm di ieri si è limitato ad approvare il Piano nazionale per la famiglia e a parlare della delega fiscale dopo la richiesta di modifiche giunta dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Dopo la riunione del governo, il ministro Piero Giarda ha adombrato la possibilità che i testi sbarcassero a un nuovo Consiglio in programma per oggi. Ipotesi poi smentita: la riunione sarà dedicata alle nomine Rai (il Cda della tv di Stato si deve riunire il 13) e alle Authority, in particolare la presidenza dell'Agcom. Il premier, Mario Monti tanto alla presidenza della tv di Stato quanto a quella dell'Autorità delle comunicazioni vuole mettere nomi di alto profilo, scelti personalmente.”Su queste nomine decido io”, ha sottolineato il Professore.
Se televisione e telecomunicazioni sono ad alto rischio nei rapporti tra il governo e la sua "strana maggioranza", anche il ritardo sulla crescita rischia di aumentare la tensione tra Palazzo Chigi e partiti. Come dimostra il democratico Francesco Boccia che chiede misure urgenti per le imprese. E non è un mistero che diverse correnti del Pdl vorrebbero far cadere Monti se al summit Ue del 28 giugno non strapperà ai partner Ue, alla Merkel in particolare, una forte strategia europea sulla crescita. Tentazione che potrebbe far breccia nel resto del partito nel caso in cui anche sul fronte interno il governo non riuscisse a portare a casa gli attesi decreti di Passera per il rilancio dell'economia, sempre più sotterrata dalla recessione.

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di Rossella Marino
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