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Premier candida l'Itala alle prossime olimpiadi

Cernobbio, Letta: “Serve svolta. Instabilità ha costi drammatici”


Cernobbio, Letta: “Serve svolta. Instabilità ha costi drammatici”
08/09/2013, 18:31

"Sono qui, stradeterminato e straimpegnato, non determinato a galleggiare, determinato a compiere per realizzare il programma, a non farmi bloccare dal ritorno della conservazione, dai veti e dal rumore di fondo (l'instabilità politica su cui si focalizza l'attenzione anche degli investitori esteri, ndr)". Lo ha dichiarato Enrico Letta, durante il suo intervento al workshop Ambrosetti a Cernobbio.
"L'instabilità ha costi drammatici, la stabilità paga", ha dichiarato ancora il premier, aggiungendo che "stabilità e instabilità sono come il sole e la luna, sono opposti, l'instabilità costa a noi e agli imprenditori che devono pagare un servizio maggiore" e per questo Letta sostiene un "inno alla stabilità".
"Abbiamo capito quello che è successo tra febbraio e aprile o ancora siamo ciechi e non ci siamo resi conto di quello che è successo per quanto riguarda la politica, il corpo elettorale e il sistema Paese?Sono avvenuti due terremoti di proporzioni assolutamente non paragonabili a nessuno dei terremoti avvenuti nella politica italiana", ha detto ancora il Presidente del Consiglio.
Letta faceva riferimento al " risultato elettorale di febbraio e l'implosione del Parlamento che non è riuscito ad eleggere il presidente della Repubblica ed è ricorso a ciò che sapevamo tutti essere impossibile, ma che si è rivelato possibile soltanto grazie alla dedizione, al senso dello Stato che ha dimostrato il più grande italiano che oggi abbiamo, il nostro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano".
In risposta alle critiche mosse dal ministro dell'Economia Saccomanni al patto di Genova tra imprese e sindacati Letta dichiara: "E' un fatto importante e positivo. Daremo seguito a quell'accordo, perché c'è bisogno che le parti sociali lavorino contro le tensioni e per aiutare la pace sociale".
Questi primi 130 giorni di governo, dice Letta, sono stati "giorni di lavoro non facili" ma non si può parlare di un esecutivo 'immobile': "Non sono stati 130 giorni di nulla". “Ora serve una svolta" e sottolinea: "Non siamo qui per traccheggiare". A chi sostiene che "la nostra Costituzione non si tocca, dico che la nostra Costituzione dobbiamo cambiarla, perché impone il bicameralismo paritario, che è motivo per cui si ricorre ai decreti legge" afferma il premier.
"Dobbiamo ridurre le tasse sul lavoro in linea con quell'impegno che ci siamo presi e che era dentro il discorso con il quale abbiamo chiesto la fiducia alle Camere" spiega il premier. "Chi ha voglia di fare nel nostro paese –sottolinea ancora - deve essere aiutato dallo Stato e chi invece ha voglia di immobilizzare e di bloccare non può essere aiutato". "La nostra missione – afferma in seguito  Letta - è rompere le catene che bloccano l'Italia". "Il nostro paese può fare cose straordinarie. Quanti di voi -prosegue riferendosi alla platea che lo sta ascoltando - fanno cose straordinarie sui mercati internazionali?”.
Per il premier è necessario “lavorare su un'altra Europa". "L'anno prossimo il semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea avrà la parola crescita al centro, perché se i cittadini vedono che l'Europa è solo austerità, tagli, tasse e notizie negative, ovviamente cresceranno i movimenti antieuropeisti.
"L'Italia deve voltare pagina. Serve un cambiamento di genere: in questa sala siamo tutti uomini e questa è una cosa insopportabile. Il Paese non è fatto di soli uomini ma di metà uomini e metà donne. E se le donne non sono in questa sala, è perché nel nostro Paese non hanno le opportunità di svolgere il loro ruolo. Ed è semplicemente il Paese che ci perde", ha dichiarato ancora Letta, evidenziando come sia necessario avere più donne al potere.
Letta, alla fine del suo discorso, candida l’Itala alle prossime olimpiadi. Il premier sostiene infatti che il Belpaese può seriamente pensare di candidarsi a ospitare l'edizione del 2024 delle Olimpiadi. "Quello che è successo ieri a Buenos Aires è che uno dei temi che dobbiamo mettere in agenda è che nel 2024 l'Italia possa candidarsi seriamente a ospitare le Olimpiadi. La candidatura è una delle cose possibili e fattibili che dobbiamo fare". "Se abbiamo delle scadenze - ha fatto notare - ci impegniamo meglio perché si mette in campo quello spirito italiano che funziona meglio".

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di Erika Noschese
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