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Cesa querela "il Giornale"; battibecco con Berlusconi


Cesa querela 'il Giornale'; battibecco con Berlusconi
26/06/2009, 15:06

Botta e risposta oggi tra il segretario dell'UdC Lorenzo Cesa e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tutto è nato da un articolo uscito questa mattina sul quotidiano della famiglia Berlusconi, "Il Giornale", nel quale si raccontava del coinvolgimento di Cesa con una maitresse di una casa di appuntamento per VIP, che avrebbe esercitato pressioni sull'entourage dell'allora Presidente del Consiglio (i fatti sono del 1999) Massimo D'Alema. Cesa era socio di questa donna in una società, secondo il quotidiano. Sempre in mattinata, il segretario dell'UdC ha annunciato che i suoi legali quereleranno "Il Giornale" e qualunque altra testata metterà in relazione i due fatti.
A quel punto, c'è stato un comunicato stampa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale ha detto: "Non ho mai condiviso i modi di chi ricorre ai pettegolezzi ed alle chiacchiere di vario genere per insinuare dubbi o gettare discredito nei confronti di qualcuno per questo esprimo perciò tutta la mia solidarietà a Lorenzo Cesa. Se si leggono gli articoli sul "Giornale" di oggi si vede che su Cesa non c'è nulla di nulla ma basta un titolo che fa un nome per criminalizzare una persona e sconvolgere una famiglia. Conosco Cesa, gli sono amico e lo stimo al di là delle differenze politiche. Lo stesso voglio dire espressamente nei confronti dell'onorevole Massimo D'Alema, dei suoi collaboratori, della famiglia Agnelli e per quanti siano stati colpiti oggi da questo tipo di polemiche. Sono stato facile profeta quando ho previsto che l'imbarbarimento provocato da una ben precisa campagna di stampa avrebbe messo in moto una spirale che va assolutamente arrestata. Poiché io ho denunciato aggressioni a mio danno nessuno può pensare che io possa approvare analoghi metodi ed aggressioni nei confronti di chiunque".
Ma Cesa non ha gradito la solidarietà ricevuta dal premier: "Non ho mai partecipato a festini, nè ho mai frequentato minorenni o persone che fanno uso di droga. Rispetto tutti, ma non accetto solidarietà da nessuno, in particolare dal Presidente del Consiglio". Il quale ha risposto piccato: "Mi dispiace che l'onorevole Cesa non accetti la mia solidarietà. Non ho mai partecipato a cosiddetti festini, non ho mai frequentato minorenni nè so a chi si riferisca quando parla di persone che fanno uso di droga. La sua risposta è offensiva e disdice sia la sua immagine, sia la considerazione che nutrivo nei suoi confronti. Spero che torni in se e che risponda alle provocazioni con la stessa serenità e con lo stesso stile con cui reagisco io".
Sapendo che Il Giornale non ha nessuna autonomia, rispetto alle scelte delpremier, ovvio che Cesa non abbia gradito gli attacchi a cui è stato sottoposto.

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di Antonio Rispoli
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