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CGIL, CISL e UIL: “Caldoro si liberi dell’incapacità politico-amministrativa di Vetrella”


CGIL, CISL e UIL: “Caldoro si liberi dell’incapacità politico-amministrativa di Vetrella”
06/09/2012, 14:26

La regione Calabria ha sbugiardato l’assessore regionale ai trasporti della Regione Campania. Il piano di riordino del trasporto ferroviario varato con la delibera -blitz del 9 agosto, è un’autentica bufala, che ha come unico scopo la penalizzazione della Provincia di Avellino, che sarà l’unica a pagare in termini di isolamento e soppressione delle corse ferroviarie, con un esiguo vantaggio per le casse regionali ed una pesante ripercussione sugli assetti sociali dell’Irpinia.

L’ipotetica montagna di tagli, che secondo la delibera, doveva portare ad un’economia di circa 14 milioni di euro ha partorito un topolino di “appena”  4 milioni e mezzo di euro, derivanti, quasi tutti, dalla soppressione delle corse sulle tratte Avellino-Benevento e Avellino-Salerno.

La regione Calabria, infatti, in virtù di un vecchio accordo, di cui l’assessore, vogliamo sperare, era  del tutto ignaro, imporrà alla Campania di fare salvi i treni tra Napoli e Cosenza, tra Sapri e Paola e tra Napoli e Paola. Dei circa 14 milioni di euro che l’assessore immaginava di risparmiare, 9 milioni non potranno essere recuperati per l’obbligo che impone alla Regione Campania di garantire le tratte ferroviarie per e dalla Calabria, in virtù di un accordo di 14 anni fa, basato sullo stanziamento di finanziamenti nazionali.

Alla luce dei fatti, la delibera del 9 agosto si rivela nella sua reale sostanza che consiste unicamente nella soppressione delle tratte che riguardano Avellino, più la linea Torre Annunziata – Castellammare, che però è ampiamente sostituita dal servizio di trasporto su gomma effettuato dalla Circumvesuviana e dalla Vesuviana su ferro. Mentre appare inverosimile che si proceda alla soppressione della linea Sessa Aurunca – Minturno, sia per il risparmio esiguo che ne deriverebbe (soli 230 mila euro) sia per le forti pressioni sociali attuate dagli utenti della zona.

E’ evidente che l’assessore regionale Vetrella ha profuso uno sforzo inutile, cercando di nascondere le reali intenzioni: la penalizzazione della provincia di Avellino, l’isolamento dei comuni irpini e la negazione del diritto alla mobilità delle comunità irpine.

Intenzioni che le organizzazioni sindacali avevano già svelato e che confermano sia l’inefficacia del piano di riordino sia l’incapacità politica e di programmazione dell’assessore. Farebbe bene, il presidente Caldoro, a liberarsi di assessori che oltre a non produrre risultati in termini economici per l’Ente, gli fanno collezionare brutte figure, sia nei confronti dei cittadini che amministra (l’Irpinia è una provincia campana, vogliamo ricordare a Caldoro) sia nei confronti di altri rappresentanti istituzionali, come il presidente della regione Calabria e i rappresentanti della giunta calabrese.

Le organizzazioni sindacali, chiedono l’immediato ritiro della delibera e la rimozione dall’incarico dell’assessore regionale ai trasporti, che ha, in un colpo solo, depauperato e destrutturalizzato il già carente sistema dei trasporti pubblici campani, ha ulteriormente penalizzato le aree interne della regione ed ha millantato un piano di riprogrammazione e di tagli alla spesa che si è rivelato falso e inconsistente.

Rispetto a questo saggio di incapacità ed incompetenza politica ed amministrativa, che dimostra l’inadeguatezza dell’assessore Vetrella, incapace anche solo di leggere vecchi accordi tra le Regioni, l’unica meno disonorevole soluzione è l’immediata uscita di scena.

Peggio ancora, sarebbe lo scenario che pure si potrebbe prefigurare rispetto alle determinazioni della Regione Calabria. I 9 milioni di euro che non saranno più risparmiati, dovendo mantenere in piedi i collegamenti con la Calabria, potrebbero spingere l’assessore ad individuare altre tratte di collegamento regionale da tagliare e ridimensionare.

Contro questa ipotesi, le organizzazioni sindacali non consentiranno altri blitz balneari come quello perpetrato con la delibera del 9 agosto, opponendosi con ogni mezzo ed ogni azione all’ipotesi di ulteriori tagli alle corse.

Alla luce di ciò, lo sciopero del 21 settembre 2012, di otto ore dei lavoratori del comparto ferroviario regionale assume un’importanza cruciale per il futuro del TPL ferroviario campano, per il ripristino delle corse che la delibera del 9 agosto vorrebbe sopprimere e per la tutela del diritto alla mobilità dei cittadini.

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di Redazione
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