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Cgil Cisl e Uil di Napoli lanciano L’allarme: qualità della vita più bassa d’Italia


Cgil Cisl e Uil di Napoli lanciano L’allarme:  qualità della vita più bassa d’Italia
03/01/2012, 17:01

I cittadini napoletani continuano ad occupare i vertici delle graduatorie in negativo in relazione alla qualità dei servizi e al costo della vita.
Ancora una volta il 2012 si annuncia con una ennesima stangata per chi è costretto a subire una qualità di servizi considerata tra le peggiori d’Italia, il tutto accompagnato dalla beffa di dover pagare i costi più alti.
Al costo conseguente alla crisi dell’intero Paese, a Napoli si devono sopportare in aggiunta anche costi per servizi e tasse locali che non hanno paragoni in nessun altro territorio italiano.
Un esempio su tutti è costituito dall’ultimo provvedimento “Salva Italia” deciso dal Governo Monti che in maniera lineare obbliga tutte le Regioni ad applicare un aumento di imposte regionali dello 0,33%.
In Campania, dove già rispetto alle altre Regioni l’aliquota di tassazione era più alta (1,70%), si pagherà oltre il 2% di addizionale Regionale IRPEF, il che vuol dire che un cittadino napoletano con reddito imponibile di 30 mila euro dovrà sborsare l’anno prossimo 609 euro complessivi (55 euro mensili), a fronte di un cittadino milanese, con lo stesso reddito, che invece dovrà preventivare di pagare al Fisco 427 euro (39 euro mensili), oppure di un veneziano che pagherà ancora di meno (33 euro mensili).
Ma le gabelle per i napoletani non finiscono certo qui:
- dal 1 gennaio 2012 la Regione Campania ha stabilito un aumento del 10 per cento del bollo auto !
- dal 2012 tutti i biglietti dei trasporti in Campania aumenteranno sino ad un massimo del 20% con un illogico incremento dei biglietti giornalieri con impennate sino all’80% ! Ciò porterà ad un ritorno forzato all’uso dell’auto privata con costi indiretti aggiuntivi per tutta la collettività.
- La benzina continua a segnare i prezzi più alti d’Italia.
- Le tariffe assicurative a Napoli sono proibitive e continuano ad essere le più alte d’Italia, nonostante il numero degli incidenti sia inferiore a quelli di Milano e Roma e di tante altre città italiane.

Sono queste le politiche per il rilancio del Mezzogiorno e della città di Napoli ?

I cittadini napoletani, i lavoratori dipendenti e pensionati sono stufi delle solite promesse che divengono fumo negli occhi e non possono fare altro che protestare contro le misure che non tengono in alcun conto i drammi che vivono tutte le famiglie monoreddito e quelle nelle quali si è perso il lavoro.
Nonostante siano da tutti considerati prioritari la difesa e lo sviluppo del Mezzogiorno, all’atto dell’emanazione di misure e provvedimenti si continuano ad ignorare le situazioni di maggiori costi che subiscono le popolazioni del Sud ed il divario nel Paese continua ad ampliarsi sempre più.

CGIL, CISL e UIL di Napoli in tal senso hanno già richiesto agli amministratori locali incontri per ottenere assicurazioni sul rispetto delle fasce deboli e sul mantenimento degli impegni per aiutare giovani, donne, disoccupati e cassintegrati, in particolare rispetto al costo ed alla qualità dei servizi.
Purtroppo molte amministrazioni continuano ad ignorare le sollecitazioni provenienti dal Sindacato e ciò rischia di esasperare il clima sociale e di amplificare le contraddizioni esistenti nei nostri territori.

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di Redazione
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