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CGIL: "crisi in Campania rischia di degenerare"


CGIL: 'crisi in Campania rischia di degenerare'
21/07/2011, 10:07

''La crisi in Campania rischia di degenerare in forti tensioni sociali e per questo e' necessario imporre la questione sul piano nazionale''. E' la Cgil ad affermarlo al termine del tavolo che si e' tenuto oggi presso la sede di Roma della Regione Campania tra il presidente Caldoro e gli esponenti nazionali di Confindustria, rappresentata da Cristina Coppola, e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, rispettivamente Vincenzo Scudiere, Raffaele Bonanni, Guglielmo Loy e Giovanni Centrella, sullo stato di crisi in cui versa la regione.
Cinque le priorita' individuate e condivise al tavolo da portare all'attenzione del governo nazionale: l'avvio effettivo del Piano per il Sud; un Federalismo che assuma come riferimento parametri di virtuosita'; la questione Sanita', anch'essa fondata su parametri europei; il patto di stabilita'; le situazioni di crisi industriale e occupazionale.
Secondo il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, ''c'e' bisogno di un impegno straordinario del governo perche' la Campania concentra in se' tutte le contraddizioni determinate dalla crisi''. In questo senso il sindacalista sottolinea positivamente ''l'apprezzabile volonta' del presidente Caldoro nel sottolineare la possibilita' per la Campania di potercela fare a superare la difficile situazione adottando da una parte parametri economici omogenei nel paese e dall'altra affrontando le crisi industriali''. Su quest'ultimo
punto Scudiere avverte che ''le crisi industriali in Campania investono aziende che hanno un peso nazionale e in questo senso il ruolo del governo diventa centrale''.

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di Redazione
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