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CGIL Napoli: "deficit di bilancio non si sanano trasferendoli ai lavoratori"


CGIL Napoli: 'deficit di bilancio non si sanano trasferendoli ai lavoratori'
08/02/2012, 14:02

(US CGIL CAMPANIA) - Napoli, 8 febbraio - “La Cgil è contraria a risolvere i deficit di bilancio conseguenti ai tagli trasferendoli direttamente ai lavoratori dipendenti, pensionati e cittadini.

Leggere dai quotidiani del dispiacere dei primi cittadini di città governate anche dal centro-sinistra nell’imporre nuove tasse a livello comunale non allevia né può consolare nessuno”. E’ quanto afferma il segretario generale della Camera del lavoro di Napoli, Federico Libertino. “Entro il 31 marzo – ricorda la Cgil - ogni amministrazione comunale deve approvare il bilancio di previsione per il 2012 con l’individuazione tra l’altro dell’ammontare delle tasse e delle tariffe locali. In considerazione del fatto che il Governo Monti nel dicembre 2011 con il decreto ‘Salva Italia’ ha ulteriormente tagliato i trasferimenti ai Comuni, è evidente che è ancora più urgente e necessario vigilare affinché non si dia luogo a livello comunale ad aumenti indiscriminati delle tariffe e tasse locali per compensare contabilmente i deficit di bilancio”.

“Soprattutto in un momento come quello attuale, contrassegnato da crisi occupazionale e aumenti del livello dei prezzi a fronte di redditi calanti – aggiunge Libertino - non è più sopportabile tollerare livelli di evasione altissimi come quelli presenti nei nostri territori. E’ analogamente intollerabile assistere ad una gestione inefficiente del patrimonio comunale che invece potrebbe dar luogo ad entrate considerevoli”.

“La Cgil perciò a Napoli ed in tutti i territori della Provincia – precisa Teresa Potenza, della segreteria della Camera del lavoro - esige che ciascuna Amministrazione con trasparenza e laboriosità si attivi per politiche di efficienza della macchina amministrativa e di efficacia nella riscossione e politiche che non si traducano semplicemente in aumenti delle tasse e delle tariffe locali (IMU, TARSU, Addizionali IRPEF, tasse di soggiorno, ecc.). Non è accettabile che la scarsa qualità dei servizi dei nostri territori (ben 92 Comuni a Napoli e provincia) sia accompagnata da ulteriori inasprimenti fiscali locali”.

“I cittadini di Napoli e provincia, oltre a tutte le altre gabelle riguardanti prezzi vari (benzina, tasse auto, assicurazioni, ecc.) – sottolinea la Cgil - sono stati già vessati dall’aumento dell’Addizionale IRPEF della Regione Campania che ammonta al 2 per cento, con un aumento di poco meno del 20% rispetto all’anno scorso. La Camera del Lavoro di Napoli insieme a CISL, UIL e UGL in relazione a tali temi si è già incontrata la scorsa settimana con il Sindaco De Magistris e l’Assessore Realfonzo ai quali ha esternato la netta contrarietà ad ogni percorso che preveda un inasprimento delle tasse e tariffe per i cittadini napoletani”.

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di Redazione
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