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Che belle fine hanno fatto i Vip nel nostro Paese.


Che belle fine hanno fatto i Vip nel nostro Paese.
10/01/2012, 18:01

 

CHE BRUTTE “VACANZE DI NATALE A CORTINA!”


 


 

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 


 

Nell’anno appena trascorso, tutto quello che non doveva succedere alla nostra economia è successo! Si poteva evitare? Probabilmente si, se avesse avuto modo di continuare la sua attività di risanamento dei conti dello Stato il compianto Tommaso Padoa Schioppa, rigoroso ministro del Governo di Romano prodi, troppo presto archiviato dalla demagogia berlusconiana e dalla retorica leghista. “Non metteremo le mani nelle taschedegli italiani!” Così affermava il Cavaliere di Arcore, sostenuto dal suo commercialista Tremonti, che da una parte eliminava l’ICI e dall’altra tagliava i fondi della scuola, della ricerca,del trasporto pubblico,della sanità, sostenendo, al contrario dispendiose ed improbabili imprese come il salvataggio Alitalia, gli accordi con la Libia di Gheddafi, gli affari Unicredit nei paesi orientali a sostegno delle commesse ENI ed ENEL in Russia e sul Mar Nero. Pochi sapevano che gli interessi egiziani in Italia, ovvero quelli della famiglia Mubarak erano soprattutto in Wind, uno dei più importanti gestori di telefonia mobile, nato da un investimento ENEL alla fine degli anni 90. In soli tre anni si sono verificati tanti di quegli avvenimenti, che hanno stravolto l’economia mondiale e che hanno dimostrato che con uno Stato non ci si comporta come con una grande società quotata in Borsa. Il fallimento della Parmalat è stato gravissimo ed ha significato una seria perdita per tanti piccoli risparmiatori truffati dalle Banche e dagli amministratori di quella impresa. Se fallisce uno Stato significa che alla fine del mese i dipendenti pubblici non prendono lo stipendio, i pensionati non riscuotono le pensioni, i privati non hanno liquidità e di conseguenza i salari non sono erogati. Dalla sera alla mattina, tutti sono poveri, nessuno può disporre delle suo reddito, con la conseguenza di un arretramento generale di tutta la Società. Per questi motivi Giorgio Napolitano ha incaricato Mario Monti di fare tutto quello che è possibile per evitare al nostro paese il dramma che si stava avvicinando pericolosamente. Monti ha ripreso la politica del rigore che ha sempre contraddistinto il buon governo, ed appare davvero come il buon padre di famiglia che lavora per il benessere dei suoi cari. Abbiamo abbandonato la politica della cicala, per tornare a quella più faticosa, ma più sicura della formica. In soli due mesi è cambiato tutto, il modo di parlare, i concetti espressi, lo stile di vita, l’immagine della politica e il suo modo di rappresentarsi. Ne risente molto Bruno Vespa, che nel suo salotto non ospita più politici che si offendono in diretta televisiva, telefonate del premier che anticipava provvedimenti che puntualmente non rendeva mai operativi. Tutto è cambiato e ne sentivamo l’estremo bisogno. La vera novità è rappresentata dal cambiamento radicale e veloce dei modelli sociali che per anni sono stati considerati vincenti e indicati come esempi di successo. Gli imprenditori sulle grandi barche attorniati da belle ragazze, auto di lusso esibite in ogni circostanza, storie complicate di patrimoni e di matrimoni. Cantanti, attori, calciatori e veline Portati ad esempio di una gioventù senza lavoro e senza sogni. I reality in televisione scambiati per vita vera, il pettegolezzo al posto della informazione, l’ossessione dell’immagine che ha fatto la fortuna dei chirurghi plastici, la assoluta mancanza di morale esibita come un trofeo, perfino nelle aule di Tribunali, alla Fabrizio Corona. Sotto questa coltre di nullità, nemmeno tanto nascosta, la cocaina che girava e probabilmente gira ancora in grande quantità per le mani ed il naso di oltre un milione di italiani, che pensano in questo modo di godere di più di quello che non c’è e non c’è mai stato. Alla Finanza virtuale delle bolle speculative in Borsa, corrispondeva una vita virtuale, basata su comportamenti asociali, che avevano nella evasione fiscale il loro fondamentale punto di arrivo. E’il modello rappresentato caricaturalmente dai film di Natale, quelli definiti “ cine-panettoni”, che il patron del Napoli De Laurentiis produce da quasi trent’anni e che vedono in Christian De Sica un interprete abituale e irrinunciabile. Il figlio del grande Vittorio è diventato ormai una nuova maschera della commedia dell’arte italiana dei giorni nostri: quella del furbo italiano che ne combina di tutti i colori, ma che si salva sempre, proponendo una morale fatta di mezze verità e di piccoli intrallazzi e qualche scorrettezza. Comportamenti che ogni tanto devono essere assunti, altrimenti la vita non ha senso, ma soprattutto i soldi non si fanno. Dopo tanti anni la troupe di De Laurentiis era tornata sul palcoscenico naturale di Cortina, dove i paesaggi meravigliosi delle Dolomiti, fanno da scenario ad una fauna di turisti che fanno sfoggia di Ferrari, gioielli costosi, abiti griffati e spendono in alberghi e ristoranti cifre spropositate. Quella società del benessere e della ricchezza ostentata come un pregio, che d’estate si incontrano sull’Argentario in Sardegna ed a Natale a Cortina. Quest’anno è arrivata anche la Guardia di Finanza per i controlli sulla evasione fiscale, i risultati sono stati sorprendenti e superiore a tutte le più nere previsioni. Tutto quello che si dice sulla evasione fiscale è stato puntualmente confermato: falsi poveri alla guida di SUV costosi, alberghi, ristoranti e negozi pieni e che finalmente emettevano scontrini e fatture. Alla indegna difesa di questo popolo di evasori messa in atto dalla destra leghista e berlusconiana, Monti ha risposto con la frase:”Gli evasori mettono le mani nelle tasche degli italiani!” Una risposta bellissima per tutti noi che da sempre paghiamo le crisi che non provochiamo. Speriamo che non sia solo fumo negli occhi e che la lotta gli evasori fiscali continui e dia risultati significativi. Certo, per Cortina questa vacanze di Natale sono andate proprio male!

 

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di Raffaele Pirozzi
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