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Il Capo dello Stato convoca i capigruppo al Quirinale

Che sia scioglimento o no, Napolitano avverte: “Così non va”

La Russa: il “vaffa” potrebbe costargli il voto in aula

Che sia scioglimento o no, Napolitano avverte: “Così non va”
01/04/2011, 09:04

ROMA - Indecente. La battaglia consumatasi negli ultimi giorni nell’aula di Montecitorio è vergognosa. Tra continue risse, lanci di giornali piuttosto che di tesserini parlamentari e accesi botta e risposta dal tono offensivo, la mancanza di decoro è sotto gli occhi di tutti. Ed è lampante. Al punto tale da richiedere l’intervento del Capo dello Stato. Il problema non è ciò che avviene all’esterno della Camera, in piazza di Montecitorio, dove qualsiasi cittadino ha tutto il diritto di recarsi per manifestare il proprio dissenso, ma ciò che avviene all’interno, dove lavorano personalità istituzionali per il Paese e soprattutto in rappresentanza del Paese.
Ieri è toccato ai presidenti dei gruppi Pdl, Pd e Udc, oggi toccherà ai capigruppo delle altre forze politiche. Tutti convocati al Quirinale e non per discutere semplicemente del più e del meno, come ha lasciato intendere Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, nel corso di un suo intervento televisivo. Il Presidente della Repubblica è preoccupato per le forti tensioni che stanno caratterizzando l’attività parlamentare, per il sovvertimento delle regole che hanno sempre contraddistinto la stessa, per la mancanza di dialogo tra le parti e per le eccessive divisioni. In altre parole, non sono piaciute al Capo dello Stato le notizie che, raggiungendolo negli Stati Uniti, arrivavano dalla Camera nelle giornate di mercoledì (lo scontro tra il presidente Gianfranco Fini e il ministro Ignazio La Russa) e di ieri (le polemiche sul ruolo di Fini per le modalità di voto). A preoccupare il presidente Napolitano è anche l’effetto di delegittimazione delle istituzioni politiche, che episodi come quelli avvenuti nelle ultime quarantott’ore a Montecitorio possono avere sull’opinione pubblica. Da qui il richiamo ai presidenti dei gruppi alla Camera e al Senato per un messaggio chiaro: occorre tornare a una normale dialettica parlamentare tra maggioranza e opposizione, oltre che al rigoroso rispetto istituzionale.
Un monito, quello del Capo dello Stato condiviso dai più e che alcuni settori del Pdl interpretano come un nuovo avviso sull’eventualità che l’acuirsi dello scontro renda impossibile il proseguo della Legislatura, con conseguente scioglimento anticipato delle Camere. Ipotesi che per adesso il presidente del Consiglio non affronta, o preferisce non affrontare, direttamente. Intanto il ministro Ignazio La Russa dovrà aspettare martedì per sapere se il suo “vaffa” gli impedirà, come chiede il centrosinistra, di votare in aula, togliendo un voto alla maggioranza ogni giorno alle prese con i numeri parlamentari.

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di Antonio Formisano
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