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Il sospetto è che ci siano i servizi segreti

Chi c'è dietro gli scoop sulla casa di Montecarlo?


Chi c'è dietro gli scoop sulla casa di Montecarlo?
23/09/2010, 09:09

ROMA - La lettera pubblicata ieri dal Giornale, nella quale c'è una attestazione del governo di Santa Lucia, minuscolo Stato off-shore, che stabilisce che le società off-shore, che hanno acquistato la casa di Montecarlo attribuita a Fini, siano di Giancarlo Tulliani, ha sollevato un vero putiferio. Non tanto per il contenuto, dato che ormai sembra certo che sia falso, quanto per la domanda conseguente: come è stato ottenuto? E soprattutto come mai è stato pubblicato su due quotidiani di Santo Domingo e poi su Dagospia?
La risposta a cui sono arrivati i finiani la si può dedurre attraverso una serie di domande (abbastanza retoriche a dire il vero) che Flavia Perina, direttore del Secolo d'Italia, scrive sul quotidiano. In pratica, appare strana una serie di circostanze accertate. Per esempio il fatto che ci siano rapporti di amicizia tra l'ex primo ministro di Santa Lucia e SIlvio Berlusconi, come ha scritto Libero; o il fatto che da giorni ci sono nell'isola inviati di Panorama, di Libero e del Giornale; il fatto che sull'isola ci siano esponenti dei servizi segreti e della Guardia di Finanza, come scrive il Giornale. Già questi danno un'idea precisa di cosa potrebbe essere successo. Ma il fatto più determinante è l'incontro, avvenuto il giorno prima della pubblicazione della lettera, tra Berlusconi, Feltri, Sallusti e il deputato Pdl (ex AN) Amedeo Laboccetta. Cosa c'entra Laboccetta con la vicenda? Il fatto che lui pare conosca bene Francesco Corallo, figlio di Gaetano - latitante catanese legato a Cosa Nostra - ed è una potenza economica nei Caraibi, con alberghi, casinò e così via. Potrebbe essere stato attraverso COrallo che si ci è procurati quella lettera
E per farla arrivare in Italia? Anche qui si è scelta una strada solo apparentemente contorta. I due quotidiani di Santo Domingo che hanno pubblicato per primi la lettera, sono di proprietà della stessa persona. Si tratta di Ramon Baez Figueroa, proprietario anche di diverse reti televisive. Solo un caso o un'altra conoscenza del premier, che comunque ha bazzicato spesso quei Paesi? Poi la notizia viene recuperata dal sito Dagospia, e anche questo può non essere un caso. Infatti, secondo i finiani "Dagospia, sostenuto dai finanziamenti di Eni ed Enel, è governato nelle informazioni più sensibili da Luigi Bisignani, il piduista, l'uomo delle nomine delicate, braccio destro operativo di Gianni Letta dal suo ufficio di piazza Mignanelli". E se è così, il cerchio si chiude. E' stabilita la catena di produzione del falso (l'ex premier di Santa Lucia amico, i servizi segreti e la Guardia di Finanza inviata a controllare che vada tutto bene) e la catena per una trasmissione in Italia apparentemente anonima (lettera pubblicata su due quotidiani di Santo Domingo, ripresa da Dagospia e poi da Libero e dal Giornale che possono ben dire si non avere nulla a che fare con la vicenda). Ma è anche la dimostrazione di quanto sia sporca la vicenda e di come ormai lo Stato italiano, come Stato democratico, è definitivamente andato. Nel momento in cui si usano membri delle forze dell'Ordine per commettere un reato per conto del Presidente del Consiglio, senza avere neanche il pudore di nascondere un po' le cose, non c'è una democrazia, ma un regime.

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di Antonio Rispoli
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