Politica / Politica

Commenta Stampa

Chianciano Terme, giardini pubblici di viale Dante intitolati a “Bonaventura Somma”


Chianciano Terme, giardini pubblici di viale Dante intitolati a “Bonaventura Somma”
31/10/2012, 14:53

CHIANCIANO TERME – Proseguono le iniziative a ricordo del chiancianese Bonaventura Somma. Il Consiglio Comunale di Chianciano Terme ha deliberato di dedicare all’illustre musicista i giardini pubblici di Viale Dante, ove già è presente il busto bronzeo di Bonaventura Somma. Domenica 4 novembre, a conclusione delle celebrazioni della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, i giardini pubblici prenderanno il nome di “Giardini pubblici Bonaventura Somma” e contemporaneamente verrà scoperto un monolite in pietra serena installato nell’aiuola dell’ingresso al parco. Il monolite, in pietra senese (giallo di Siena), proveniente dalla cava della “Montagnola”, è stato donato dalla società “Querciolaie Rinascente”, società cooperativa di Rapolano Terme.
 
Il Sindaco di Chianciano Terme, Gabriella Ferranti, esprime il proprio ringraziamento, a nome dell’Amministrazione comunale, all’azienda “Querciolaie Rinascente” di Rapolano Terme, che ha voluto donare questo importante monolite al Comune «un gesto importante per la nostra comunità - afferma il Sindaco - che spero sia di esempio per altri gesti di collaborazione».
 
Curiosità sulla ditta “Querciolaie Rinascente Soc. Coop” di Rapolano Terme (Siena)
 
Il primo documento che parla del travertino di Rapolano è del 1597 e fa riferimento al materiale proveniente dalla cava detta “Noceto”, che ancora oggi si trova sui terreni di appartenenza della società, usato per la facciata della Chiesa del Provenzano a Siena. Nel 1921 nasce una cooperativa formata da 100 “scalpellini”, abilissimi scultori di elementi architettonici decorativi e monumentali. Insieme ai “cavatori”, specialisti nell’estrazione della pietra con mezzi elementari come il piccone e le zeppe, sono orgogliosi artigiani, che imparano il mestiere dopo anni di duro apprendistato. Il nome “Le Querciolaie” è ispirato dai boschi in cui si trovano le cave. Quelli del ventennio fascista sono anni in cui si costruisce molto, e l’architettura ispirata ai monumenti dell’impero romano realizzati spesso in travertino, porta con se una forte richiesta. Grazie alle nuove tecniche e alle tecnologie innovative (soprattutto macchine per segare le pietre in lastre per rivestimenti), fanno sì che le richieste possono essere soddisfatte. Sono anni buoni, in cui si esporta in tutta Europa e si realizzano molti progetti prestigiosi, sia all’estero che in Italia. Nel 1945 viene fondata un’altra cooperativa, “La Rinascente”, il cui nome si ispira allo spirito del dopoguerra. Anch’essa, come “Le Querciolaie”, possiede cave e laboratori a Serre di Rapolano. Dopo il periodo difficile della guerra, il boom economico degli anni ’50 e ’60, in cui l’Italia si trasforma da paese agricolo a paese industriale, con l’esplosione dell’edilizia moderna il lavoro si intensifica: scale, soglie e davanzali sono spesso di travertino, levigato o lucidato. Negli anni ’80 arrivano i clienti dai paesi arabi, dove la richiesta è prevalentemente per i materiali chiari, e per soddisfarla, nel 1982 “Le Querciolaie” acquista una cava a Guidonia, nello storico distretto estrattivo vicino Roma, dove il travertino è più adatto a questa clientela. Nel 1992 le due cooperative si fondono, assumendo il nome di “Querciolaie Rinascente” e, unendo le rispettive risorse umane e materiali, formando quella che oggi è una delle aziende più importanti e prestigiose del settore.
 
Resoconto della giornata del 14 ottobre in ricordo di Bonaventura Somma
 
È stata una domenica emozionante quella del 14 ottobre scorso, giornata nella quale è stata ricordata la figura del compositore Bonaventura Somma, nato a Chianciano Terme il 30 luglio 1893, che ha ricoperto il ruolo di Direttore del Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Alla presenza della Banda musicale Bonaventura Somma, è partito un corteo che dai giardini pubblici, che il 4 novembre saranno intitolati al Maestro Somma. La Banda, seguita da un numeroso pubblico, dal Sindaco di Chianciano Terme, Gabriella Ferranti, accompagnato dal Sindaco dei Ragazzi, Lorenzo Molinari, ha raggiunto il Centro Storico dove è stata scoperta la targa, voluta dall’Amministrazione Comunale, affissa sulla casa natale del grande musicista. Era presente un parente di Bonaventura Somma, Rossana Meteori, giunta da Roma.
 
La giornata è proseguita al Parco Acquasanta (Terme di Chianciano) presso la Sala Fellini – gentilmente concessa – dove è stato presentato il volume Bonaventura Somma il chiancianese che ha incantato 2 continenti, curato dal Direttore dell’Istituto stesso, Luca Morgantini. Il volume, a cui è allegato un CD musicale con 5 composizioni del Somma eseguite dal Gruppo Corale Chiancianese, è stato commentato alla presenza del Presidente dell’Istituto Musicale cittadino, Luciano Pucello. Presente il Presidente Florio Faccendi e il Direttore generale Umberto Giubboni della Banca CRAS Credito Cooperativo Chianciano-Costa Etrusca-Sovicille che ha finanziato il volume.
 
Nel volume su Bonaventura Somma è riportata l’ultima intervista rilasciata dal Maestro a «Famiglia Cristiana», pubblicata nel numero del 9 ottobre del 1960 - pochi giorni prima della sua morte (23 ottobre 1960) - all’indomani della conclusione delle Olimpiadi di Roma, di cui era stato il Direttore Artistico. Dall’intervista si scopre che la sua composizione più celebre l’Ave Maria, nota in tutto il mondo, l’aveva composta casualmente all’età di soli 12 anni, nel 1905, e così racconta come è nata: «Per una strana circostanza – afferma nell’intervista Bonaventura Somma. Non dovevo scriverla e neanche pensare di farlo. Avevo allora 12 anni e appartenevo ai ragazzi cantori della Cappella Sistina. Assieme ai migliori elementi della cantoria ero partito da Roma per Civita Castellana, dove si inaugurava la tramvia. Quel giorno era una festa della Madonna e nel programma dei canti vi era anche un'Ave Maria. Eravamo già in viaggio quando ci accorgemmo di aver dimenticato a Roma la musica. Non si sapeva davvero come risolvere la situazione quando il celebre Calzaneta [Emilio, compositore] disse solennemente che l’Ave Maria avrei potuto scriverla io. Mi diedero così penna e carta. Durante il viaggio la scrissi e si fecero le prove. Ebbe poi un successo insperato. Ha fatto il giro del mondo anche per merito del Quartetto Romano che l’ha fatta conoscere. Ne esistono diverse edizioni anche all’estero». Il Maestro, che al momento dell’intervista aveva 67 anni alla domanda del giornalista che gli chiede di parlare dei riconoscimenti maggiori che ha ottenuto nella sua carriera artistica, rispose: «Non mi sono certe mancate le soddisfazioni ma se cerco di parlare di me, trovo che non ne sono capace». Qualche giorno più tardi si spense.
 
Le sue spoglie riposano nel Cimitero Monumentale del Verano a Roma.
 
La giornata si è chiusa in bellezza con un concerto della Small Big Band, la formazione Jazz dell’Istituto Bonaventura Somma, diretta dal Maestro Mirco Rubegni. 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©