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Caos totale nel partito, Orlando: "Cedimento strutturale"

Choc PD: Rosy Bindi si dimette e Prodi ritira candidatura


Choc PD: Rosy Bindi si dimette e Prodi ritira candidatura
19/04/2013, 20:58

 Rosy Bindi, a sorpresa si dimette da presidente dell'assemblea di partito. Gabinetto di guerra nell'ufficio di Bersani con i capigruppo e Dario Franceschini e Enrico Letta, tutti sfilati in silenzio verso la stanza.

Si diffonde la notizia di imminenti dimissioni del segretario, ma il partito smentisce. “Sconforto” sono le uniche parole di Anna Finocchiaro. Anche perché, ancora una volta, il fallimento è stato determinato da membri del partito. Sel ha votato compatta Prodi.
“I nostri voti erano segnati (R. Prodi hanno scritto)”, ha sottolineato il capogruppo vendoliano alla Camera Gennaro Migliore.

Mentre Matteo Renzi, che si era fatto portavoce della candidatura di Prodi: “La candidatura Prodi non c'è più”. “Adesso vediamo cosa proporrà Bersani e cosa proporrà il Pd. I grandi elettori dovranno sciogliere la matassa. La candidatura di Romano Prodi non c'è più”, dice il sindaco di Firenze. “A Prodi avevano tutti detto sì, hanno fatto l'applausone, poi hanno fatto il contrario, il giochino dei franchi tiratori che non è una battaglia a viso aperto”. Ma il sindaco, sui prossimi nomi, da D'Alema a Rodotà, glissa. Ma intanto Prodi si ritira: “Chi mi ha portato a questo si assuma le responsabilità” .“Non capisco: l'Assemblea aveva approvato la proposta all'unanimità. A questo punto c'è la responsabilità dei singoli, di chi sta qui a fare giochini, di chi non ha capito che stiamo eleggendo il Presidente della Repubblica”, dice Davide Zoggia, esponente del Pd vicino al segretario Bersani, commentando i soli 395 voti presi da Prodi al quarto scrutinio.
“Non so darmi spiegazioni. Penso che ci siano persone che non hanno capito dove sono”, gli fa eco Andrea Orlando, dei giovani turchi. “Qualcuno oggi si è preso la responsabilità di fare una scelta molto grave e ora deve avere il coraggio di spiegarsi”, si unisce Stefano Fassina.



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di Felice Massimo de Falco
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